Deutsch-italienischer Rechtsverkehr

Italien und Deutschland sind füreinander wichtige Handelspartner. Derra, Meyer & Partner hat sich seit über 20 Jahren u.a. auf den deutsch-italienischen Rechtsverkehr spezialisiert. In Mailand und Bologna sind wir mit eigenen Kanzleien präsent. Dort arbeiten deutsche und italienische Juristen gemeinsam an der Lösung der Probleme unserer Mandanten.

Beratung zu Vertragsverhandlungen und Vertragsgestaltungen zwischen deutschen und italienischen Unternehmen

Derra, Meyer & Partner ist durch ihre langjährige Erfahrung im deutsch-italienischen Rechtsverkehr auf die Besonderheiten beider Länder in Bezug auf Beratungsleistungen spezialisiert. Vertragsverhandlungen, Vertragsgestaltungen und die Durchführung einer Due Diligence gehören hierbei zu unseren Standardleistungen. Des Weiteren unterstützen wir Sie beim Forderungseinzug und bei der gerichtlichen Durchsetzung Ihrer Ansprüche in Deutschland und Italien. Zweisprachigkeit ist hierfür genauso Voraussetzung wie auch die Kenntnis der Mentalität beider Nationalitäten.

 

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Aktuelles

19 Jun
2017

Italien: Steuerpflicht einer gelöschten Gesellschaft (Beitrag in italienischer Sprache)

Der italienische Oberste Gerichtshof hat eine interessante Entscheidung zur Frage der Steuerpflicht einer aus dem Handelsregister gelöschten Gesellschaft sowie der prozessrechtlichen Passivlegitimation der Gesellschafter erlassen (Urteil Nr. 9094 vom 07.04.2017).

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Con la sentenza N. 9094 del 07.04.2017 la Cassazione ha chiarito alcuni aspetti fondamentali del ruolo delle società nel contenzioso tributario.

Nel caso di specie, una Srl estinta veniva sottoposta ad accertamento induttivo ai fini IVA, IRAP e delle imposte dirette non avendo presentato la dichiarazione dei redditi per due anni consecutivi. Seguivano degli avvisi di accertamento che venivano impugnati dalla Srl. La Commissione tributaria accoglieva il ricorso della Srl e la Commissione Regionale respingeva l’appello proposto dall'Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate proponeva quindi ricorso in Cassazione.

La Suprema Corte prima di decidere nel merito si è pronunciata su un’importante questione preliminare, la legittimazione passiva dei soci. I soci della Srl affermavano di non essere i veri legittimati passivi in quanto nessuna somma era stata loro ripartita per mancanza di attivo nel bilancio finale di liquidazione. A tal proposito, la Corte, discostandosi da un suo orientamento precedente, ha stabilito che l’estinzione della società non fa venir meno la legittimazione passiva dei soci in giudizio. Sebbene la pretesa del fisco resti vincolata a quanto percepito nel riparto attivo di liquidazione, i soci sono coloro che sono destinati a succedere in tutti i rapporti debitori facenti capo alla società estinta che non sono stati definiti all'esito della liquidazione. È indifferente che i soci abbiano goduto o meno di qualche riparto in base al bilancio di liquidazione. A parere della Corte, il fisco potrebbe sempre avere interesse a vedersi riconoscere un credito nei confronti dei soci quando siano state presentate somme per ragioni sopravvenute non risultanti dal bilancio.

Successivamente la Corte, pur riconoscendo la legittimazione passiva dei soci, ha dichiarato inammissibile il secondo motivo di ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate in quanto la sanzione non può mai essere trasmessa alla società estinta. La sanzione amministrativa comminata alla società estinta è riferibile esclusivamente alla persona giuridica.

Nella sentenza in commento la Corte ha affrontato anche il problema della produzione delle scritture contabili. L’Agenzia delle Entrate lamentava il fatto che il giudice d’appello avesse reputato utilizzabile la copiosa documentazione contabile prodotta dalla contribuente per la prima volta in sede contenziosa. A parere della Corte è sempre l’amministrazione pubblica a dover provare che il contribuente abbia rifiutato di esibire la documentazione richiestagli. E’ stato pertanto respinto anche questo motivo di ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate.

Avv. Mario Rugiano

dmp.milano@derra.it

Con la sentenza N. 9094 del 07.04.2017 la Cassazione ha chiarito alcuni aspetti fondamentali del ruolo delle società nel contenzioso tributario.

Nel caso di specie, una Srl estinta veniva sottoposta ad accertamento induttivo ai fini IVA, IRAP e delle imposte dirette non avendo presentato la dichiarazione dei redditi per due anni consecutivi. Seguivano degli avvisi di accertamento che venivano impugnati dalla Srl. La Commissione tributaria accoglieva il ricorso della Srl e la Commissione Regionale respingeva l’appello proposto dall'Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate proponeva quindi ricorso in Cassazione.

La Suprema Corte prima di decidere nel merito si è pronunciata su un’importante questione preliminare, la legittimazione passiva dei soci. I soci della Srl affermavano di non essere i veri legittimati passivi in quanto nessuna somma era stata loro ripartita per mancanza di attivo nel bilancio finale di liquidazione. A tal proposito, la Corte, discostandosi da un suo orientamento precedente, ha stabilito che l’estinzione della società non fa venir meno la legittimazione passiva dei soci in giudizio. Sebbene la pretesa del fisco resti vincolata a quanto percepito nel riparto attivo di liquidazione, i soci sono coloro che sono destinati a succedere in tutti i rapporti debitori facenti capo alla società estinta che non sono stati definiti all'esito della liquidazione. È indifferente che i soci abbiano goduto o meno di qualche riparto in base al bilancio di liquidazione. A parere della Corte, il fisco potrebbe sempre avere interesse a vedersi riconoscere un credito nei confronti dei soci quando siano state presentate somme per ragioni sopravvenute non risultanti dal bilancio.

Successivamente la Corte, pur riconoscendo la legittimazione passiva dei soci, ha dichiarato inammissibile il secondo motivo di ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate in quanto la sanzione non può mai essere trasmessa alla società estinta. La sanzione amministrativa comminata alla società estinta è riferibile esclusivamente alla persona giuridica.

Nella sentenza in commento la Corte ha affrontato anche il problema della produzione delle scritture contabili. L’Agenzia delle Entrate lamentava il fatto che il giudice d’appello avesse reputato utilizzabile la copiosa documentazione contabile prodotta dalla contribuente per la prima volta in sede contenziosa. A parere della Corte è sempre l’amministrazione pubblica a dover provare che il contribuente abbia rifiutato di esibire la documentazione richiestagli. E’ stato pertanto respinto anche questo motivo di ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate.

Avv. Mario Rugiano

dmp.milano@derra.it

14 Feb
2017

Entsendung von Arbeitnehmer nach Italien – neue Regeln und hohe Strafen

Deutsche Unternehmen, die eigene Arbeitnehmer im Rahmen einer Dienstleistung für kurze oder längere Zeit nach Italien entsenden, haben diese seit dem 26.12.2016 beim italienischen Arbeitsministerium anmelden – und zwar bis 24 Uhr des Tages, der dem ersten Entsendetag vorhergeht.

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Deutsche Unternehmen, die eigene Arbeitnehmer im Rahmen einer Dienstleistung für kurze oder längere Zeit nach Italien entsenden, haben diese seit dem 26.12.2016 beim italienischen Arbeitsministerium anzumelden – und zwar bis 24 Uhr des Tages, der dem ersten Entsendetag vorhergeht. Verstöße gegen die Anmeldung sind mit erheblichen Strafen belegt. Geregelt ist dies in der neuen Gesetzesverordnung 136 vom 17. Juli 2016. Mit diesem Gesetz hat Italien die EU-Richtlinie 67/2014 umgesetzt, durch die Missbrauch und Sozialdumping bei der Entsendung entgegengewirkt werden soll.

Die italienische Norm betrifft in einem anderen EU-Staat ansässige Unternehmen, die ihre eigenen Arbeitnehmer im Rahmen der Erbringung von Dienstleistungen für einen zeitlich begrenzten Zeitraum – und sei es auch nur für einen Tag – nach Italien entsenden, und zwar zu Gunsten eines anderen Unternehmens (auch des gleichen Konzerns), einer anderen Produktionsstätte oder eines sonstigen Dritten. Während des Entsendungszeitraums muss das Arbeitsverhältnis des entsendenden Unternehmens mit dem Arbeitnehmer fortbestehen. Das Gesetz findet des Weiteren Anwendung auf Arbeitnehmerüberlassungsunternehmen mit Sitz in anderen EU-Staaten und Straßengüterverkehrsunternehmen mit regelmäßiger Kabotage.

Ziel der neuen Regelungen ist, die Rechte der Arbeitnehmer zu stärken und den Rechtsmissbrauch bei der Entsendung zu erschweren sowie den unlauteren Wettbewerb einzuschränken.

Für die Zeit der Entsendung gelten daher für das Arbeitsverhältnis des entsandten Arbeitnehmers wesentliche italienische Arbeitsbedingungen aus Gesetz und branchenspezifischen Tarifvertrag, u.a. bezüglich Höchstarbeitszeit und Mindestruhezeit, bezahltem Mindestjahresurlaub, Mindestlöhne und Überstundenvergütung und vorübergehender Arbeitnehmerüberlassung.

Bevor der deutsche Arbeitgeber seine Mitarbeiter nach Italien entsendet, muss er die Entsendung bis 24 Uhr des Tages angemeldet haben, welcher dem ersten Entsendungstag in Italien vorhergeht. Dies kann nur über das Formular auf der Internetadresse des Italienischen Arbeitsministeriums www.cliclavoro.gov.it/Pagine/registrazione.aspx erfolgen. Hier sind u.a. Angaben zum entsendenden Unternehmen, den entsandten Arbeitnehmern, Dauer der Entsendung, Art der Dienstleistungen usw. zu machen. Die Registrierung ist – jedenfalls zurzeit - nur in italienischer Sprache möglich. Spätere Änderungen müssen binnen 5 Tagen nach Kenntnis mitgeteilt werden; dies wäre z.B. der Fall, wenn der entsandte Arbeitnehmer während der Entsendung gekündigt wird. Diese Angaben dienen den italienischen Behörden zur Bewertung, ob es sich um eine echte oder eine Scheinentsendung handelt.

In der Anmeldung muss der Arbeitgeber Ansprechpartner in Italien für zwei Funktionen benennen: zum einen für die Versendung und Empfang von Schriftsätzen und Dokumenten, zum anderen für Verhandlungen mit den Sozialpartnern. Diese Funktionen können auch in einer Person vereint sein; besondere Anforderungen an diese Person bestehen nicht.

Schließlich treffen den deutschen Arbeitgeber Dokumentations- und Aufbewahrungspflichten. Während der Entsendung und für 2 Jahre nach der Beendigung muss er zahlreiche Unterlagen aufbewahren, die im Einzelnen in der Gesetzesverordnung aufgeführt sind, u.a. den Arbeitsvertrag (in italienischer Sprache – d.h. mit Übersetzung), Lohnzettel, Arbeitszeiterfassung aus denen Anfang, Ende und Dauer der täglichen Arbeitszeit hervorgehen, Nachweise über Gehaltszahlung.

Es ist ratsam, all diese Anforderungen auch zu erfüllen, denn die Strafen, die der Gesetzgeber für Verstöße vorgesehen hat, sind durchaus hoch. Die Verletzung der Anmeldepflicht wird pro Arbeitnehmer mit 150,00 Euro bis 500,00 Euro sanktioniert, die der Aufbewahrungspflicht mit Geldbußen zwischen 500,00 Euro und 3.000,00 Euro. Fehlen die Ansprechpartner in Italien, werden Bußgelder von 2.000,00 bis 6.000,00 Euro fällig (insgesamt sind die Bußgelder bei 150.000,00 Euro gedeckelt). Weitere Bußgelder fallen an, sollte es sich nicht um eine echte Entsendung handeln.

Fazit: Die Entsendung nach Italien – die von der Versetzung und der Dienstreise abzugrenzen ist - sollte sorgfältig und von längerer Hand vorbereitet werden.

Rechtsanwältin Dr. Stefanie Lebek

dmp.milano@derra.it

Stand: 02/2017

Deutsche Unternehmen, die eigene Arbeitnehmer im Rahmen einer Dienstleistung für kurze oder längere Zeit nach Italien entsenden, haben diese seit dem 26.12.2016 beim italienischen Arbeitsministerium anzumelden – und zwar bis 24 Uhr des Tages, der dem ersten Entsendetag vorhergeht. Verstöße gegen die Anmeldung sind mit erheblichen Strafen belegt. Geregelt ist dies in der neuen Gesetzesverordnung 136 vom 17. Juli 2016. Mit diesem Gesetz hat Italien die EU-Richtlinie 67/2014 umgesetzt, durch die Missbrauch und Sozialdumping bei der Entsendung entgegengewirkt werden soll.

Die italienische Norm betrifft in einem anderen EU-Staat ansässige Unternehmen, die ihre eigenen Arbeitnehmer im Rahmen der Erbringung von Dienstleistungen für einen zeitlich begrenzten Zeitraum – und sei es auch nur für einen Tag – nach Italien entsenden, und zwar zu Gunsten eines anderen Unternehmens (auch des gleichen Konzerns), einer anderen Produktionsstätte oder eines sonstigen Dritten. Während des Entsendungszeitraums muss das Arbeitsverhältnis des entsendenden Unternehmens mit dem Arbeitnehmer fortbestehen. Das Gesetz findet des Weiteren Anwendung auf Arbeitnehmerüberlassungsunternehmen mit Sitz in anderen EU-Staaten und Straßengüterverkehrsunternehmen mit regelmäßiger Kabotage.

Ziel der neuen Regelungen ist, die Rechte der Arbeitnehmer zu stärken und den Rechtsmissbrauch bei der Entsendung zu erschweren sowie den unlauteren Wettbewerb einzuschränken.

Für die Zeit der Entsendung gelten daher für das Arbeitsverhältnis des entsandten Arbeitnehmers wesentliche italienische Arbeitsbedingungen aus Gesetz und branchenspezifischen Tarifvertrag, u.a. bezüglich Höchstarbeitszeit und Mindestruhezeit, bezahltem Mindestjahresurlaub, Mindestlöhne und Überstundenvergütung und vorübergehender Arbeitnehmerüberlassung.

Bevor der deutsche Arbeitgeber seine Mitarbeiter nach Italien entsendet, muss er die Entsendung bis 24 Uhr des Tages angemeldet haben, welcher dem ersten Entsendungstag in Italien vorhergeht. Dies kann nur über das Formular auf der Internetadresse des Italienischen Arbeitsministeriums www.cliclavoro.gov.it/Pagine/registrazione.aspx erfolgen. Hier sind u.a. Angaben zum entsendenden Unternehmen, den entsandten Arbeitnehmern, Dauer der Entsendung, Art der Dienstleistungen usw. zu machen. Die Registrierung ist – jedenfalls zurzeit - nur in italienischer Sprache möglich. Spätere Änderungen müssen binnen 5 Tagen nach Kenntnis mitgeteilt werden; dies wäre z.B. der Fall, wenn der entsandte Arbeitnehmer während der Entsendung gekündigt wird. Diese Angaben dienen den italienischen Behörden zur Bewertung, ob es sich um eine echte oder eine Scheinentsendung handelt.

In der Anmeldung muss der Arbeitgeber Ansprechpartner in Italien für zwei Funktionen benennen: zum einen für die Versendung und Empfang von Schriftsätzen und Dokumenten, zum anderen für Verhandlungen mit den Sozialpartnern. Diese Funktionen können auch in einer Person vereint sein; besondere Anforderungen an diese Person bestehen nicht.

Schließlich treffen den deutschen Arbeitgeber Dokumentations- und Aufbewahrungspflichten. Während der Entsendung und für 2 Jahre nach der Beendigung muss er zahlreiche Unterlagen aufbewahren, die im Einzelnen in der Gesetzesverordnung aufgeführt sind, u.a. den Arbeitsvertrag (in italienischer Sprache – d.h. mit Übersetzung), Lohnzettel, Arbeitszeiterfassung aus denen Anfang, Ende und Dauer der täglichen Arbeitszeit hervorgehen, Nachweise über Gehaltszahlung.

Es ist ratsam, all diese Anforderungen auch zu erfüllen, denn die Strafen, die der Gesetzgeber für Verstöße vorgesehen hat, sind durchaus hoch. Die Verletzung der Anmeldepflicht wird pro Arbeitnehmer mit 150,00 Euro bis 500,00 Euro sanktioniert, die der Aufbewahrungspflicht mit Geldbußen zwischen 500,00 Euro und 3.000,00 Euro. Fehlen die Ansprechpartner in Italien, werden Bußgelder von 2.000,00 bis 6.000,00 Euro fällig (insgesamt sind die Bußgelder bei 150.000,00 Euro gedeckelt). Weitere Bußgelder fallen an, sollte es sich nicht um eine echte Entsendung handeln.

Fazit: Die Entsendung nach Italien – die von der Versetzung und der Dienstreise abzugrenzen ist - sollte sorgfältig und von längerer Hand vorbereitet werden.

Rechtsanwältin Dr. Stefanie Lebek

dmp.milano@derra.it

Stand: 02/2017

07 Mär
2016

Müssen deutsche Unternehmer für ihre italienischen Handelsvertreter Sozialabgaben zahlen?

In Italien ansässige Handelsvertreter und deren italienische Auftraggeber müssen Sozialabgaben an eine berufsständische Organisation mit der Bezeichnung ENASARCO entrichten.

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In Italien ansässige Handelsvertreter und deren italienische Auftraggeber müssen Sozialabgaben an eine berufsständische Organisation mit der Bezeichnung ENASARCO entrichten.

Unstreitig ist, dass sich die Beitragsverpflichtung auch auf ausländische Unternehmer erstreckt, die in Italien eine Niederlassung oder Betriebsstätte haben. Gegenstand heftiger Diskussionen ist hingegen die Frage, was gilt, wenn der Unternehmer in Italien nicht über geschäftliche Einrichtungen verfügt.

Die Problematik war zuletzt Gegenstand einer ministeriellen Stellungnahme (Direzione generale per l’Attività ispettiva del Ministero del lavoro e delle attività produttive, 19.11.2013, Prot. 37/00201183), die sich dahingehend zusammenfassen lässt, dass jeder ausländische Unternehmer, der in Italien Handelsvertreter beschäftigt, zu Beitragszahlungen an das ENASARCO verpflichtet sei, und zwar unabhängig von der Existenz einer Niederlassung oder Betriebsstätte in Italien.

Die ministeriellen Ausführungen sind Gegenstand von Kritik. Diese knüpft in erster Linie an dem Umstand an, dass nach Maßgabe der einschlägigen Verordnungen der Europäischen Union (Nr. 883/2004 und Nr. 988/2009) die sozialversicherungsrechtlichen Bestimmungen des Staates gelten, in dem die Tätigkeit entfaltet wird (sog. “lex loci laboris”). Wenn also der Handelsvertreter seiner Tätigkeit in Italien nachgeht, finden die Bestimmungen des Gesetzes Nr. 12/1973 Anwendung, das in seinem Art. 5 Abs. 1 gerade bestimmt, dass der Mitgliedschaft bei ENASARCO Handelsvertreter unterliegen, die in Italien für italienische Unternehmer tätig werden, wobei letzteren (nur) solche ausländische Unternehmer gleichgestellt werden, die in Italien  über einen Sitz oder Niederlassung verfügen.

Im Ergebnis ist die Frage trotz der ministeriellen Stellungnahme weiter streitig. Fakt ist allerdings, dass bis zum heutigen Tage keine von ENASARCO unternommenen Versuche bekannt geworden sind, gegenüber ausländischen Unternehmen ohne italienische Betriebsstätte Beitragsverpflichtungen mit Nachdruck geltend zu machen.

Rechtsanwalt Allesandro Honert
dmp Newsletter 03/2016

In Italien ansässige Handelsvertreter und deren italienische Auftraggeber müssen Sozialabgaben an eine berufsständische Organisation mit der Bezeichnung ENASARCO entrichten.

Unstreitig ist, dass sich die Beitragsverpflichtung auch auf ausländische Unternehmer erstreckt, die in Italien eine Niederlassung oder Betriebsstätte haben. Gegenstand heftiger Diskussionen ist hingegen die Frage, was gilt, wenn der Unternehmer in Italien nicht über geschäftliche Einrichtungen verfügt.

Die Problematik war zuletzt Gegenstand einer ministeriellen Stellungnahme (Direzione generale per l’Attività ispettiva del Ministero del lavoro e delle attività produttive, 19.11.2013, Prot. 37/00201183), die sich dahingehend zusammenfassen lässt, dass jeder ausländische Unternehmer, der in Italien Handelsvertreter beschäftigt, zu Beitragszahlungen an das ENASARCO verpflichtet sei, und zwar unabhängig von der Existenz einer Niederlassung oder Betriebsstätte in Italien.

Die ministeriellen Ausführungen sind Gegenstand von Kritik. Diese knüpft in erster Linie an dem Umstand an, dass nach Maßgabe der einschlägigen Verordnungen der Europäischen Union (Nr. 883/2004 und Nr. 988/2009) die sozialversicherungsrechtlichen Bestimmungen des Staates gelten, in dem die Tätigkeit entfaltet wird (sog. “lex loci laboris”). Wenn also der Handelsvertreter seiner Tätigkeit in Italien nachgeht, finden die Bestimmungen des Gesetzes Nr. 12/1973 Anwendung, das in seinem Art. 5 Abs. 1 gerade bestimmt, dass der Mitgliedschaft bei ENASARCO Handelsvertreter unterliegen, die in Italien für italienische Unternehmer tätig werden, wobei letzteren (nur) solche ausländische Unternehmer gleichgestellt werden, die in Italien  über einen Sitz oder Niederlassung verfügen.

Im Ergebnis ist die Frage trotz der ministeriellen Stellungnahme weiter streitig. Fakt ist allerdings, dass bis zum heutigen Tage keine von ENASARCO unternommenen Versuche bekannt geworden sind, gegenüber ausländischen Unternehmen ohne italienische Betriebsstätte Beitragsverpflichtungen mit Nachdruck geltend zu machen.

Rechtsanwalt Allesandro Honert
dmp Newsletter 03/2016

07 Mär
2016

Neue Gesellschaftsform in Italien - Società Benefit

Durch das Stabilitätsgesetz 2016 ist in Italien eine neue Gesellschaftsform, die Società Benefit (SB) eingeführt worden.

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Durch das Stabilitätsgesetz 2016 ist in Italien eine neue Gesellschaftsform, die Società Benefit (SB) eingeführt worden. Die neue Gesellschaft stellt nach einem US-amerikanischen Modell eine Mischung aus einer Gesellschaft mit Gewinnorientierung und einer solchen mit gemeinnützigen Unternehmenszielen dar.

So definiert das Stabilitätsgesetz die SB in der Tat als „wirtschaftsbezogene Gesellschaft, die über das Ziel der Gewinnerzielung hinaus einen oder mehrere gemeinnützige Zwecke verfolgt und die gegenüber Personen und Gemeinschaften, der Umwelt, kulturellen und sozialen Gütern sowie Vereinigungen, Gruppierungen und anderen Interessensträgern verantwortungsbewusst, nachhaltig und transparent agiert.“

Die Philosophie, die zur Einführung der SB geführt hat, ist mithin sehr neu, denn es handelt sich um ein Gesellschaftsmodell, welches trotz der Verfolgung wirtschaftlicher Ziele, auch dazu bestimmt ist, zum allgemeinen Wohlergehen beizutragen oder zumindest zum Wohlergehen derjenigen, auf welche die Gesellschaftsaktivitäten Einfluss haben können, einschließlich der Arbeitnehmer, der Kunden und der Lieferanten.

Selbstverständlich müssen diese gemeinnützigen Unternehmensziele Bestandteil des satzungsmäßigen Gesellschaftsgegenstandes sein. Außerdem ist sicherzustellen, dass die „tugendhaften“ Unternehmensziele tatsächlich in der Wirklichkeit gelebt und umgesetzt werden. Aus diesem Grunde sieht die Anlage 4 zum Stabilitätsgesetz vor, dass von einem neutralen und außenstehenden Dritten ein Modell zur Bewertung der  Verfolgung der gemeinnützigen Unternehmensziele angefertigt wird. Das Wirken der Società Benefit muss sodann wirklich auf der Grundlage des Bewertungsmodells überprüft werden.

Außerdem muss die SB jährlich einen Bericht über die konkreten Maßnahmen zur Verfolgung der gemeinnützigen Unternehmensziele erstellen. Der Report muss in die jährliche Bilanz aufgenommen und auf der Homepage der Gesellschaft veröffentlicht werden.

Die italienische Kartellbehörde ist für die Überwachung der Einhaltung der gemeinnützigen Unternehmensziele durch die SB auf Grundlage des jeweiligen Unternehmensgegenstandes zuständig.

Avvocato Manuela Ferrari
dmp Newsletter 03/2016

Durch das Stabilitätsgesetz 2016 ist in Italien eine neue Gesellschaftsform, die Società Benefit (SB) eingeführt worden. Die neue Gesellschaft stellt nach einem US-amerikanischen Modell eine Mischung aus einer Gesellschaft mit Gewinnorientierung und einer solchen mit gemeinnützigen Unternehmenszielen dar.

So definiert das Stabilitätsgesetz die SB in der Tat als „wirtschaftsbezogene Gesellschaft, die über das Ziel der Gewinnerzielung hinaus einen oder mehrere gemeinnützige Zwecke verfolgt und die gegenüber Personen und Gemeinschaften, der Umwelt, kulturellen und sozialen Gütern sowie Vereinigungen, Gruppierungen und anderen Interessensträgern verantwortungsbewusst, nachhaltig und transparent agiert.“

Die Philosophie, die zur Einführung der SB geführt hat, ist mithin sehr neu, denn es handelt sich um ein Gesellschaftsmodell, welches trotz der Verfolgung wirtschaftlicher Ziele, auch dazu bestimmt ist, zum allgemeinen Wohlergehen beizutragen oder zumindest zum Wohlergehen derjenigen, auf welche die Gesellschaftsaktivitäten Einfluss haben können, einschließlich der Arbeitnehmer, der Kunden und der Lieferanten.

Selbstverständlich müssen diese gemeinnützigen Unternehmensziele Bestandteil des satzungsmäßigen Gesellschaftsgegenstandes sein. Außerdem ist sicherzustellen, dass die „tugendhaften“ Unternehmensziele tatsächlich in der Wirklichkeit gelebt und umgesetzt werden. Aus diesem Grunde sieht die Anlage 4 zum Stabilitätsgesetz vor, dass von einem neutralen und außenstehenden Dritten ein Modell zur Bewertung der  Verfolgung der gemeinnützigen Unternehmensziele angefertigt wird. Das Wirken der Società Benefit muss sodann wirklich auf der Grundlage des Bewertungsmodells überprüft werden.

Außerdem muss die SB jährlich einen Bericht über die konkreten Maßnahmen zur Verfolgung der gemeinnützigen Unternehmensziele erstellen. Der Report muss in die jährliche Bilanz aufgenommen und auf der Homepage der Gesellschaft veröffentlicht werden.

Die italienische Kartellbehörde ist für die Überwachung der Einhaltung der gemeinnützigen Unternehmensziele durch die SB auf Grundlage des jeweiligen Unternehmensgegenstandes zuständig.

Avvocato Manuela Ferrari
dmp Newsletter 03/2016

29 Feb
2016

Reform des italienischen Insolvenzrechts auf den Weg gebracht

Im Rahmen der Kabinettssitzung vom 10. Februar 2016 hat die italienische Regierung den von der sog. Kommission Rordorf vorgelegten Referentenentwurf zur Reform des Insolvenzrechts verabschiedet.

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Im Rahmen der Kabinettssitzung vom 10. Februar 2016 hat die italienische Regierung den von der sog. Kommission Rordorf vorgelegten Referentenentwurf zur Reform des Insolvenzrechts verabschiedet.

Das Reformvorhaben verfolgt ehrgeizige Ziele. Nach dem Stückwerk der Gesetzesänderungen der letzten Jahrzehnte soll nun eine umfassende Neugestaltung des Insolvenzrechts erfolgen. In diesem Zusammenhang sollen die einzelnen Insolvenzverfahren grundlegend umgestaltet und die außerordentliche Verwaltung sog. „großer Unternehmen“ geregelt werden; zuletzt soll die Überschuldung von Verbrauchern und anderer nicht insolvenzfähiger Rechtssubjekte einer gesetzlichen Regelung zugeführt werden.

Die erste Neuigkeit betrifft die Terminologie. In dem Referentenentwurf findet sich das Wort „Konkurs“ (fallimento) nicht mehr, sondern wird durch synonyme Begriffe wie „Insolvenz“ oder „gerichtliche Liquidation“ ersetzt. In dieser Weise will man der Stigmatisierung der von der Insolvenz betroffenen Unternehmer vorbeugen und soll dem Umstand Rechnung getragen werden, dass das neue Insolvenzrecht sich als Werkzeug zum Überwinden von Unternehmenskrisen versteht. Hintergrund der neuen Begrifflichkeit ist, dass das italienische Wort „fallimento“ wörtlich übersetzt „Scheitern“ bedeutet, also nicht geeignet ist, den vom neuen Insolvenzrecht verfolgten, zukunftsgerichteten Zielen Rechnung zu tragen.

Die wesentlichen Inhalte der Reform können wie folgt zusammengefasst werden:

  • Einführung der Definition des Begriffs der „Unternehmenskrise“, welche sich durch die Wahrscheinlichkeit einer zukünftigen Insolvenz auszeichnet und damit neben die in dem aktuellen Insolvenzgesetz bereits enthaltenen Definition der „Insolvenz“ tritt;
  • Einführung eines einheitlichen gerichtlichen Verfahrens, das auf die Feststellung der „Unternehmenskrise“ oder „Insolvenz“ des Schuldners abzielt;
  • Einführung besonderer Verfahren, die mittels der zeitnahen Analyse der Gründe der wirtschaftlichen und finanziellen Schieflage des Unternehmens die frühzeitige Feststellung der Krise ermöglichen sowie deren Überwindung durch die Förderung von Verhandlungen mit den Gläubigern  erlauben sollen. Als Anreiz für die Inanspruchnahme des Verfahrens wird dem Unternehmer Vertraulichkeit zugesichert; außerdem wird die Abwicklung nicht dem Insolvenzgericht, sondern eigens eingerichteten Organisationen übertragen, um so dem Eindruck vorzubeugen, bei dem Verfahren handele es sich um das „Vorzimmer der Insolvenz“. Zuletzt wird für die Zwecke einer Früherkennung der Krise institutionellen Gläubigern die Pflicht auferlegt, dem Unternehmer etwaige Indizien für eine drohende Zahlungsunfähigkeit anzuzeigen.
  • Erstreckung der Rechtsfolgen eines Schuldenbereinigungsabkommens im Sinne von Art. 182 bis des Insolvenzgesetzes auch auf solche Gläubiger, die nicht Partei der Vereinbarung sind, wenn die Gläubiger, die sich für die Schuldenbereinigung ausgesprochen haben, wenigstens 75% der Gesamtforderungen halten;
  • das präventive Vergleichsverfahren wird auf die Fälle der Unternehmensfortführung beschränkt, weil nur die Gewährleistung des Fortbestands des Unternehmens die Zubilligung  der besonderen mit dem Vergleich verbundenen Rechtsvorteile zu rechtfertigen vermag. Das sog. „Abwicklungskonkordat“ ohne Unternehmensfortführung soll allenfalls dann noch in Betracht kommen, wenn Dritte dem Verfahren finanzielle Mittel zusteuern, welche - bezogen auf die Situation in einer Regelinsolvenz – eine „spürbare Besserstellung“ der Gläubiger erlauben.
  • Konzerninsolvenz: Es sind Bestimmungen vorgesehen, welche die Durchführung eines einheitlichen Insolvenzverfahrens für eine Mehrzahl von unterschiedlichen Konzerngesellschaften erlauben sollen; hierzu werden besondere Regelungen für die Zwecke der Bestimmung der örtlichen Zuständigkeit sowie gegenseitige Informationspflichten der jeweilige Organe im Falle der Anhängigkeit von Verfahren bei einer Mehrzahl von Gerichtsbehörden implementiert. Des Weiteren wird die Möglichkeit vorgesehen, einen einheitlichen Antrag gerichtet auf gerichtliche Bestätigung eines Schuldenbereinigungsabkommens betreffend aller Konzernverbindlichkeiten bzw. eines alle Konzerngesellschaften betreffenden präventiven Vergleichsverfahrens zu stellen, wobei entweder ein einheitlicher oder aber eine Mehrzahl von Plänen erstellt werden kann. In jedem Falle ist auch im Rahmen der Konzerninsolvenz die Autonomie der Aktiva und Passiva der einzelnen Konzernunternehmen zu wahren, so dass es insoweit nicht zu Vermischungen kommen darf.

Das Insolvenzstrafrecht ist nicht Gegenstand des Reformgesetzes.

Avvocato Chiara Fiorini
dmp Newsletter 03/2016

 

Im Rahmen der Kabinettssitzung vom 10. Februar 2016 hat die italienische Regierung den von der sog. Kommission Rordorf vorgelegten Referentenentwurf zur Reform des Insolvenzrechts verabschiedet.

Das Reformvorhaben verfolgt ehrgeizige Ziele. Nach dem Stückwerk der Gesetzesänderungen der letzten Jahrzehnte soll nun eine umfassende Neugestaltung des Insolvenzrechts erfolgen. In diesem Zusammenhang sollen die einzelnen Insolvenzverfahren grundlegend umgestaltet und die außerordentliche Verwaltung sog. „großer Unternehmen“ geregelt werden; zuletzt soll die Überschuldung von Verbrauchern und anderer nicht insolvenzfähiger Rechtssubjekte einer gesetzlichen Regelung zugeführt werden.

Die erste Neuigkeit betrifft die Terminologie. In dem Referentenentwurf findet sich das Wort „Konkurs“ (fallimento) nicht mehr, sondern wird durch synonyme Begriffe wie „Insolvenz“ oder „gerichtliche Liquidation“ ersetzt. In dieser Weise will man der Stigmatisierung der von der Insolvenz betroffenen Unternehmer vorbeugen und soll dem Umstand Rechnung getragen werden, dass das neue Insolvenzrecht sich als Werkzeug zum Überwinden von Unternehmenskrisen versteht. Hintergrund der neuen Begrifflichkeit ist, dass das italienische Wort „fallimento“ wörtlich übersetzt „Scheitern“ bedeutet, also nicht geeignet ist, den vom neuen Insolvenzrecht verfolgten, zukunftsgerichteten Zielen Rechnung zu tragen.

Die wesentlichen Inhalte der Reform können wie folgt zusammengefasst werden:

  • Einführung der Definition des Begriffs der „Unternehmenskrise“, welche sich durch die Wahrscheinlichkeit einer zukünftigen Insolvenz auszeichnet und damit neben die in dem aktuellen Insolvenzgesetz bereits enthaltenen Definition der „Insolvenz“ tritt;
  • Einführung eines einheitlichen gerichtlichen Verfahrens, das auf die Feststellung der „Unternehmenskrise“ oder „Insolvenz“ des Schuldners abzielt;
  • Einführung besonderer Verfahren, die mittels der zeitnahen Analyse der Gründe der wirtschaftlichen und finanziellen Schieflage des Unternehmens die frühzeitige Feststellung der Krise ermöglichen sowie deren Überwindung durch die Förderung von Verhandlungen mit den Gläubigern  erlauben sollen. Als Anreiz für die Inanspruchnahme des Verfahrens wird dem Unternehmer Vertraulichkeit zugesichert; außerdem wird die Abwicklung nicht dem Insolvenzgericht, sondern eigens eingerichteten Organisationen übertragen, um so dem Eindruck vorzubeugen, bei dem Verfahren handele es sich um das „Vorzimmer der Insolvenz“. Zuletzt wird für die Zwecke einer Früherkennung der Krise institutionellen Gläubigern die Pflicht auferlegt, dem Unternehmer etwaige Indizien für eine drohende Zahlungsunfähigkeit anzuzeigen.
  • Erstreckung der Rechtsfolgen eines Schuldenbereinigungsabkommens im Sinne von Art. 182 bis des Insolvenzgesetzes auch auf solche Gläubiger, die nicht Partei der Vereinbarung sind, wenn die Gläubiger, die sich für die Schuldenbereinigung ausgesprochen haben, wenigstens 75% der Gesamtforderungen halten;
  • das präventive Vergleichsverfahren wird auf die Fälle der Unternehmensfortführung beschränkt, weil nur die Gewährleistung des Fortbestands des Unternehmens die Zubilligung  der besonderen mit dem Vergleich verbundenen Rechtsvorteile zu rechtfertigen vermag. Das sog. „Abwicklungskonkordat“ ohne Unternehmensfortführung soll allenfalls dann noch in Betracht kommen, wenn Dritte dem Verfahren finanzielle Mittel zusteuern, welche - bezogen auf die Situation in einer Regelinsolvenz – eine „spürbare Besserstellung“ der Gläubiger erlauben.
  • Konzerninsolvenz: Es sind Bestimmungen vorgesehen, welche die Durchführung eines einheitlichen Insolvenzverfahrens für eine Mehrzahl von unterschiedlichen Konzerngesellschaften erlauben sollen; hierzu werden besondere Regelungen für die Zwecke der Bestimmung der örtlichen Zuständigkeit sowie gegenseitige Informationspflichten der jeweilige Organe im Falle der Anhängigkeit von Verfahren bei einer Mehrzahl von Gerichtsbehörden implementiert. Des Weiteren wird die Möglichkeit vorgesehen, einen einheitlichen Antrag gerichtet auf gerichtliche Bestätigung eines Schuldenbereinigungsabkommens betreffend aller Konzernverbindlichkeiten bzw. eines alle Konzerngesellschaften betreffenden präventiven Vergleichsverfahrens zu stellen, wobei entweder ein einheitlicher oder aber eine Mehrzahl von Plänen erstellt werden kann. In jedem Falle ist auch im Rahmen der Konzerninsolvenz die Autonomie der Aktiva und Passiva der einzelnen Konzernunternehmen zu wahren, so dass es insoweit nicht zu Vermischungen kommen darf.

Das Insolvenzstrafrecht ist nicht Gegenstand des Reformgesetzes.

Avvocato Chiara Fiorini
dmp Newsletter 03/2016

 

05 Nov
2015

Italien: Entwurf des Dekrets für die Förderung von Energie aus erneuerbaren Quellen verabschiedet

Am 5.11.2015 hat die gemeinsame Konferenz des Staates und der Regionen den Entwurf des Dekrets verabschiedet, dessen Gegenstand die Förderung von Energie aus erneuerbaren Quellen ist (sog. decreto FER).

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Am 5.11.2015 hat die gemeinsame Konferenz des Staates und der Regionen den Entwurf des Dekrets verabschiedet, dessen Gegenstand die Förderung von Energie aus erneuerbaren Quellen ist (sog. decreto FER); ausgenommen vom Anwendungsbereich des Dekrets ist die Photovoltaik.

Der Entwurf wird nun den zuständigen europäischen Behörden zur Prüfung auf die Vereinbarkeit mit dem europäischen Recht vorgelegt und voraussichtlich Ende Januar 2016 abschließend verabschiedet werden.

Der Entwurf beruht auf derselben Systematik, die schon dem Ministerialdekret vom 6.7.2012  zugrunde lag, das aktuell noch in Kraft ist, aber wegen des Erreichens der vorgesehenen Fördermittelgrenze von € 5,8 Milliarden kurz vor dem Auslaufen steht.

Konkret werden in dem Entwurf drei verschiedene Arten des Zugangs zu den Fördertarifen unterschieden:

  • Direkten Zugang zu den Fördertarifen haben kleine Projekte, die im Detail definierte Nominalleistungen nicht übersteigen. Angesprochen sind hier Wasserkraftwerke mit einer Leistung von bis zu 250 kW, wenn diese an von Menschenhand geschaffenen Kanälen oder bereits existierenden Rohrleitungen realisiert werden oder mit Abwasser arbeiten. Für Biomasseanlagen liegt die Grenze für den direkten Zugang zu den Fördertarifen bei 200 kW und für Biogasanlagen bei 100 kW.
  • Anlagen, deren Leistung den Grenzwert für den direkten Zugang übersteigt, aber unter 5 MW liegt, haben Anspruch auf den Fördertarif, wenn diese an geeigneter Rangstelle in besondere Register zur Eintragung gelangen. Die Anmeldung zur Eintragung in die Register kann an  zwei von der zuständigen Behörde zu bestimmenden Stichtagen erfolgen; die Rangliste wird nach Maßgabe der im Dekret ausgewiesenen Prioritätenliste erstellt. Vorrang haben dabei insbesondere solche Projekte, die über eine Genehmigung verfügen und in den Ranglisten, die auf Grundlage des Dekrets vom 6.7.2012 in den Jahren ab 2012 erstellt worden sind, nicht zum Zuge gekommen waren. Diese „Alt-Projekte“ sind so zahlreich, dass diese allein die unter dem neuen Dekret vorgesehene förderfähige Leistung (insbesondere 80 MW für Wasserkraft und 90 MW für Biomasse) voraussichtlich voll ausschöpfen werden; Folge ist, dass Neu-Projekte kaum Aussicht auf eine geeignete Platzierung in den Registern haben dürften.
  • Anlagen, die 5 MW übersteigen, erlangen Fördertarife nur im Wege eines besonderen Bietverfahrens: Den Zuschlag sicheren sich diejenigen Projekt, welche die größten Abschläge vom gesetzlichen Fördertarife anbieten, wobei das Angebot sich maximal auf 40% belaufen darf.

Dauer und Höhe der Fördertarife ergeben sich aus der Anlage 1 zum Entwurf des Dekrets.

Das neue Dekret ist eine Übergangslösung und wird im Wesentlichen bereits mit Ablauf des 31.12.2016 außer Kraft treten. Ab dem 1.1.2017 sollen die Fördermittel grundsätzlich immer im Rahmen von Ausschreibungen auf der Basis "klarer, transparenter und nicht-diskriminierender" Kriterien vergeben werden.

Am 5.11.2015 hat die gemeinsame Konferenz des Staates und der Regionen den Entwurf des Dekrets verabschiedet, dessen Gegenstand die Förderung von Energie aus erneuerbaren Quellen ist (sog. decreto FER); ausgenommen vom Anwendungsbereich des Dekrets ist die Photovoltaik.

Der Entwurf wird nun den zuständigen europäischen Behörden zur Prüfung auf die Vereinbarkeit mit dem europäischen Recht vorgelegt und voraussichtlich Ende Januar 2016 abschließend verabschiedet werden.

Der Entwurf beruht auf derselben Systematik, die schon dem Ministerialdekret vom 6.7.2012  zugrunde lag, das aktuell noch in Kraft ist, aber wegen des Erreichens der vorgesehenen Fördermittelgrenze von € 5,8 Milliarden kurz vor dem Auslaufen steht.

Konkret werden in dem Entwurf drei verschiedene Arten des Zugangs zu den Fördertarifen unterschieden:

  • Direkten Zugang zu den Fördertarifen haben kleine Projekte, die im Detail definierte Nominalleistungen nicht übersteigen. Angesprochen sind hier Wasserkraftwerke mit einer Leistung von bis zu 250 kW, wenn diese an von Menschenhand geschaffenen Kanälen oder bereits existierenden Rohrleitungen realisiert werden oder mit Abwasser arbeiten. Für Biomasseanlagen liegt die Grenze für den direkten Zugang zu den Fördertarifen bei 200 kW und für Biogasanlagen bei 100 kW.
  • Anlagen, deren Leistung den Grenzwert für den direkten Zugang übersteigt, aber unter 5 MW liegt, haben Anspruch auf den Fördertarif, wenn diese an geeigneter Rangstelle in besondere Register zur Eintragung gelangen. Die Anmeldung zur Eintragung in die Register kann an  zwei von der zuständigen Behörde zu bestimmenden Stichtagen erfolgen; die Rangliste wird nach Maßgabe der im Dekret ausgewiesenen Prioritätenliste erstellt. Vorrang haben dabei insbesondere solche Projekte, die über eine Genehmigung verfügen und in den Ranglisten, die auf Grundlage des Dekrets vom 6.7.2012 in den Jahren ab 2012 erstellt worden sind, nicht zum Zuge gekommen waren. Diese „Alt-Projekte“ sind so zahlreich, dass diese allein die unter dem neuen Dekret vorgesehene förderfähige Leistung (insbesondere 80 MW für Wasserkraft und 90 MW für Biomasse) voraussichtlich voll ausschöpfen werden; Folge ist, dass Neu-Projekte kaum Aussicht auf eine geeignete Platzierung in den Registern haben dürften.
  • Anlagen, die 5 MW übersteigen, erlangen Fördertarife nur im Wege eines besonderen Bietverfahrens: Den Zuschlag sicheren sich diejenigen Projekt, welche die größten Abschläge vom gesetzlichen Fördertarife anbieten, wobei das Angebot sich maximal auf 40% belaufen darf.

Dauer und Höhe der Fördertarife ergeben sich aus der Anlage 1 zum Entwurf des Dekrets.

Das neue Dekret ist eine Übergangslösung und wird im Wesentlichen bereits mit Ablauf des 31.12.2016 außer Kraft treten. Ab dem 1.1.2017 sollen die Fördermittel grundsätzlich immer im Rahmen von Ausschreibungen auf der Basis "klarer, transparenter und nicht-diskriminierender" Kriterien vergeben werden.

12 Okt
2015

Veranstaltung auf der Allgemeine Nahrungs- und Genussmittel-Ausstellung (ANUGA)

Anlässlich der internationalen Ernährungsmesse ANUGA 2015 (Köln vom 10.-14. Oktober 2015) mit über 6.700 Ausstellern veranstaltet die Kanzlei Derra, Meyer & Partner zusammen mit der Italienischen Handelskammer für Deutschland- ITKAM und der Firma Landbell AG einen „Abend für italienische Aussteller“ zum Thema Export in Deutschland.

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Anlässlich der internationalen Ernährungsmesse ANUGA 2015 (Köln vom 10.-14. Oktober 2015) mit über 6.700 Ausstellern veranstaltet die Kanzlei Derra, Meyer & Partner  zusammen mit der Italienischen Handelskammer für Deutschland- ITKAM und der Firma Landbell AG einen „Abend für italienische Aussteller“ zum Thema Export in Deutschland. Im Rahmen der sich vornehmlich an italienische Unternehmer richtenden Veranstaltung halten Rechtsanwälte unseres Standorts Düsseldorf u.a. Vorträge zu den Themen Vertrieb in Deutschland, Gestaltung von Exportverträgen und effektive Forderungsdurchsetzung in Deutschland. Im Anschluss besteht die Möglichkeit zum Networking sowie zu einer Vertiefung der Themen mit den Referenten. Weitere Informationen zu der Veranstaltung finden Sie hier.

Anlässlich der internationalen Ernährungsmesse ANUGA 2015 (Köln vom 10.-14. Oktober 2015) mit über 6.700 Ausstellern veranstaltet die Kanzlei Derra, Meyer & Partner  zusammen mit der Italienischen Handelskammer für Deutschland- ITKAM und der Firma Landbell AG einen „Abend für italienische Aussteller“ zum Thema Export in Deutschland. Im Rahmen der sich vornehmlich an italienische Unternehmer richtenden Veranstaltung halten Rechtsanwälte unseres Standorts Düsseldorf u.a. Vorträge zu den Themen Vertrieb in Deutschland, Gestaltung von Exportverträgen und effektive Forderungsdurchsetzung in Deutschland. Im Anschluss besteht die Möglichkeit zum Networking sowie zu einer Vertiefung der Themen mit den Referenten. Weitere Informationen zu der Veranstaltung finden Sie hier.

06 Okt
2015

Gesetzliche Maßnahmen zur Bewältigung von Unternehmenskrisen

Das Gesetzesdekret Nr. 83 vom 27.06.2015 ist kürzlich in Kraft getreten und beinhaltet Maßnahmen im Bereich des Insolvenzrechtes zur besseren Bewältigung von Unternehmenskrisen.

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Das Gesetzesdekret Nr. 83 vom 27.06.2015 ist kürzlich in Kraft getreten und beinhaltet Maßnahmen im Bereich des Insolvenzrechtes zur besseren Bewältigung von Unternehmenskrisen. In einer seitens der Regierung veröffentlichten Erklärung wird ausgeführt, dass die Neuerungen vor dem Hintergrund einer häufig anzutreffenden Sachlage erfolgen: Ein sich in Schwierigkeiten befindliches Unternehmen zieht andere Unternehmen (Warenlieferanten, Dienstleister und Finanzdienstleister) mit in die Krise hinein, in dem es weiterhin Verpflichtungen eingeht, die es nicht erfüllen kann. Werden Unternehmenskrisen hingegen rechtzeitig angegangen, so können wirtschaftliche Einbußen begrenzt und Unternehmen erfolgreich saniert werden. Die wesentlichsten Neuerungen betreffen daher insbesondere den Schutz der Rechtspositionen der Gläubiger im Bereich der Insolvenz- und Vergleichsverfahren.

Zu diesem Zweck hat die gesetzliche Reform in erster Linie Fristen und Dauer des Insolvenzverfahrens verkürzt. So sieht der neue Artikel 104 ter des Italienischen Insolvenzgesetzes vor, dass der Insolvenzverwalter seinen Plan zur Liquidierung des schuldnerischen Unternehmens den Insolvenzgläubigern innerhalb einer Notfrist von 180 Tagen ab Insolvenzeröffnung vorzulegen hat. Außerdem darf der Zeitraum, innerhalb dessen die Liquidation des schuldnerischen Vermögens erfolgt, zwei Jahre ab dem Zeitpunkt des Eröffnungsbeschlusses nicht übersteigen.

Darüber hinaus werden durch das Gesetzesdekret auch die Regelungen des sogenannten „Concordato Preventivo“, eines im Stadium vor einem eigentlichen Insolvenzverfahren angesiedelten Vergleichsverfahrens, abgeändert. Die Änderungen betreffen insbesondere die Regelungen zur Verwertung des schuldnerischen Vermögens durch freihändigen Verkauf und stärken die Gläubigerrechte. Insbesondere kann das zuständige Aufsichtsgericht, wenn der Vergleichsplan ein Kaufangebot eines einzigen, bereits vorbestimmten Kaufinteressenten beinhaltet, eine Verwertungs- oder Verkaufsprozedur einleiten, die zur Befriedigung der beteiligten Gläubiger geeigneter erscheint. Außerdem können Gläubiger, die wenigstens 10 % der Gesamtverbindlichkeiten repräsentieren, einen Vergleichsplan vorlegen, der von demjenigen des Unternehmers selbst abweicht. Die unterschiedlichen Vergleichspläne stehen dann im Konkurrenzverhältnis zueinander. Über sie wird im Rahmen einer Gläubigerversammlung abgestimmt.

dmp Newsletter 10/2015

Das Gesetzesdekret Nr. 83 vom 27.06.2015 ist kürzlich in Kraft getreten und beinhaltet Maßnahmen im Bereich des Insolvenzrechtes zur besseren Bewältigung von Unternehmenskrisen. In einer seitens der Regierung veröffentlichten Erklärung wird ausgeführt, dass die Neuerungen vor dem Hintergrund einer häufig anzutreffenden Sachlage erfolgen: Ein sich in Schwierigkeiten befindliches Unternehmen zieht andere Unternehmen (Warenlieferanten, Dienstleister und Finanzdienstleister) mit in die Krise hinein, in dem es weiterhin Verpflichtungen eingeht, die es nicht erfüllen kann. Werden Unternehmenskrisen hingegen rechtzeitig angegangen, so können wirtschaftliche Einbußen begrenzt und Unternehmen erfolgreich saniert werden. Die wesentlichsten Neuerungen betreffen daher insbesondere den Schutz der Rechtspositionen der Gläubiger im Bereich der Insolvenz- und Vergleichsverfahren.

Zu diesem Zweck hat die gesetzliche Reform in erster Linie Fristen und Dauer des Insolvenzverfahrens verkürzt. So sieht der neue Artikel 104 ter des Italienischen Insolvenzgesetzes vor, dass der Insolvenzverwalter seinen Plan zur Liquidierung des schuldnerischen Unternehmens den Insolvenzgläubigern innerhalb einer Notfrist von 180 Tagen ab Insolvenzeröffnung vorzulegen hat. Außerdem darf der Zeitraum, innerhalb dessen die Liquidation des schuldnerischen Vermögens erfolgt, zwei Jahre ab dem Zeitpunkt des Eröffnungsbeschlusses nicht übersteigen.

Darüber hinaus werden durch das Gesetzesdekret auch die Regelungen des sogenannten „Concordato Preventivo“, eines im Stadium vor einem eigentlichen Insolvenzverfahren angesiedelten Vergleichsverfahrens, abgeändert. Die Änderungen betreffen insbesondere die Regelungen zur Verwertung des schuldnerischen Vermögens durch freihändigen Verkauf und stärken die Gläubigerrechte. Insbesondere kann das zuständige Aufsichtsgericht, wenn der Vergleichsplan ein Kaufangebot eines einzigen, bereits vorbestimmten Kaufinteressenten beinhaltet, eine Verwertungs- oder Verkaufsprozedur einleiten, die zur Befriedigung der beteiligten Gläubiger geeigneter erscheint. Außerdem können Gläubiger, die wenigstens 10 % der Gesamtverbindlichkeiten repräsentieren, einen Vergleichsplan vorlegen, der von demjenigen des Unternehmers selbst abweicht. Die unterschiedlichen Vergleichspläne stehen dann im Konkurrenzverhältnis zueinander. Über sie wird im Rahmen einer Gläubigerversammlung abgestimmt.

dmp Newsletter 10/2015

06 Okt
2015

Gesetzesdekret zur Förderung von ausländischen Investitionen in Italien

Der italienische Ministerrat hat am 6. August dieses Jahres ein Gesetzesvorhaben mit Maßnahmen zur Wachstumsförderung und Internationalisierung von Unternehmen auf den Weg gebracht.

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Der italienische Ministerrat hat am 6. August dieses Jahres  ein Gesetzesvorhaben mit Maßnahmen zur Wachstumsförderung und Internationalisierung von Unternehmen auf den Weg gebracht. Durch das Vorhaben sollen die Beziehungen zwischen Steuerbehörden und Unternehmen im Hinblick auf Zusammenarbeit und Transparenz neu gestaltet werden, um Italien wettbewerbsfähiger und attraktiver für ausländische Investoren zu machen und mehr Freiraum im Bereich von grenzüberschreitenden Transaktionen zu gewähren.

Um die Beziehungen mit dem Unternehmen transparenter zu gestalten, sieht das Dekret die Möglichkeit zur Einreichung einer Anfrage für Unternehmen vor, die beabsichtigen, Investitionen in Italien zu tätigen. Die Unternehmen können den Fiskus mittels einer solchen Anfrage dazu auffordern, eine Stellungnahme über die zu erwartende steuerliche Behandlung auf Grundlage des umzusetzenden Business-Plans abzugeben.

Sehr vorteilhaft für den Unternehmer ist auch die Einführung des sog. „ruling internazionale“ – ein Verfahren, in dem vorherige Zusagen seitens der Steuerbehörden gegenüber international tätigen Unternehmen erteilt werden. Die diesbezüglichen Regelungen sehen vor, dass die betroffenen Unternehmen im Voraus mit den Steuerbehörden eine Reihe von relevanten Fragen klären können, insbesondere auch in Bezug auf die Höhe der Steuern, die nur in dem einen, nicht jedoch in dem anderen Staat geschuldet sind. Diese Vereinbarungen sind für die Parteien für einen Zeitraum von 5 Jahren (in dem Veranlagungszeitraum, in dem sie vereinbart wurden, und den vier nachfolgenden Steuerjahren) verbindlich.

Nicht nur im Hinblick auf Transparenz, sondern auch auf Grund der durch obige Maßnahmen geschaffenen Rechts- und Planungssicherheit ist das Gesetzesvorhaben sehr zu begrüßen.

dmp Newsletter 10/2015

Der italienische Ministerrat hat am 6. August dieses Jahres  ein Gesetzesvorhaben mit Maßnahmen zur Wachstumsförderung und Internationalisierung von Unternehmen auf den Weg gebracht. Durch das Vorhaben sollen die Beziehungen zwischen Steuerbehörden und Unternehmen im Hinblick auf Zusammenarbeit und Transparenz neu gestaltet werden, um Italien wettbewerbsfähiger und attraktiver für ausländische Investoren zu machen und mehr Freiraum im Bereich von grenzüberschreitenden Transaktionen zu gewähren.

Um die Beziehungen mit dem Unternehmen transparenter zu gestalten, sieht das Dekret die Möglichkeit zur Einreichung einer Anfrage für Unternehmen vor, die beabsichtigen, Investitionen in Italien zu tätigen. Die Unternehmen können den Fiskus mittels einer solchen Anfrage dazu auffordern, eine Stellungnahme über die zu erwartende steuerliche Behandlung auf Grundlage des umzusetzenden Business-Plans abzugeben.

Sehr vorteilhaft für den Unternehmer ist auch die Einführung des sog. „ruling internazionale“ – ein Verfahren, in dem vorherige Zusagen seitens der Steuerbehörden gegenüber international tätigen Unternehmen erteilt werden. Die diesbezüglichen Regelungen sehen vor, dass die betroffenen Unternehmen im Voraus mit den Steuerbehörden eine Reihe von relevanten Fragen klären können, insbesondere auch in Bezug auf die Höhe der Steuern, die nur in dem einen, nicht jedoch in dem anderen Staat geschuldet sind. Diese Vereinbarungen sind für die Parteien für einen Zeitraum von 5 Jahren (in dem Veranlagungszeitraum, in dem sie vereinbart wurden, und den vier nachfolgenden Steuerjahren) verbindlich.

Nicht nur im Hinblick auf Transparenz, sondern auch auf Grund der durch obige Maßnahmen geschaffenen Rechts- und Planungssicherheit ist das Gesetzesvorhaben sehr zu begrüßen.

dmp Newsletter 10/2015

01 Sep
2015

Reform des Arbeitsrechts in Italien

Am 04.09.2015 hat das italienische Kabinett (Consiglio dei Ministri) die letzten Dekrete zur Realisierung des sogenannten „Jobs Act“ erlassen, welche die Arbeitsrechtsreform durch Einführung von bestimmten sozialen Hilfsmaßnahmen, rechtlichen Vereinfachungen und Überprüfungsmaßnahmen sowie weiteren politischen Maßnahmen vervollständigen.

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Am 04.09.2015 hat das italienische Kabinett (Consiglio dei Ministri) die letzten Dekrete zur Realisierung des sogenannten „Jobs Act“ erlassen, welche die Arbeitsrechtsreform durch Einführung von bestimmten sozialen Hilfsmaßnahmen, rechtlichen Vereinfachungen und Überprüfungsmaßnahmen sowie weiteren politischen Maßnahmen vervollständigen.

Der sogenannte Jobs Act wurde vor einigen Monaten im Gesetzesdekret 23/2015 vom 04.03.2015 beschlossen und enthält einige bedeutende arbeitsrechtliche Neuerungen. Insbesondere regelt das Gesetz, welches auf Unternehmen mit mehr als 15 Angestellten anzuwenden ist, die rechtliche Wirksamkeit und die Voraussetzungen von Kündigungen von Arbeitsverhältnissen durch den Arbeitgeber. So sieht es vor, dass ein Arbeitnehmer im Falle der Kündigung des Arbeitsverhältnisses durch den Arbeitgeber eine Entschädigungszahlung erhält, die sich nach der Dauer der Betriebszugehörigkeit bemisst. Im Falle einer Kündigung ohne rechtfertigenden Grund ist eine Entschädigungszahlung in Höhe von zwei Monatsgehältern für jedes Dienstjahr vorgesehen, wobei die Mindesthöhe der Entschädigung bei vier Monatsgehältern und die max. Höhe der Entschädigung bei 24 Monatsgehältern liegen. Demgegenüber ist die Wiedereinstellung des Arbeitnehmers nur im Falle einer nichtigen Kündigung - etwa im Falle einer diskriminierenden Kündigungserklärung - vorgesehen. In diesen Fällen verurteilt der Arbeitsrichter den Arbeitgeber zusätzlich zur Wiedereinstellung auch zur Zahlung einer Entschädigung, deren Höhe auf Grundlage der zuletzt gezahlten Vergütung bemessen wird und nicht weniger als fünf Monatsgehälter beträgt.

Bedeutend ist auch die Einführung der sogenannten „Offerta di Conciliazione“. Hierunter versteht man die Möglichkeit, dass der Arbeitgeber im Falle einer nicht gerechtfertigten Kündigung eine einvernehmliche Lösung mit dem Arbeitnehmer herbeiführt, welche beinhaltet, dass der Arbeitgeber dem gekündigten Arbeitnehmer eine bestimmte Geldzahlung im Ausgleich dafür anbietet, dass dieser auf die gerichtliche Anfechtung der Kündigung verzichtet.

Die Realisierung der Arbeitsrechtsreform ist nun vollständig abgeschlossen. Die praktische Umsetzung wird zeigen, ob und in welchem Umfange möglicherweise weitere Schritte erforderlich sind, um ineffiziente Regelungen zu korrigieren.

dmp Newsletter 10/2015

Am 04.09.2015 hat das italienische Kabinett (Consiglio dei Ministri) die letzten Dekrete zur Realisierung des sogenannten „Jobs Act“ erlassen, welche die Arbeitsrechtsreform durch Einführung von bestimmten sozialen Hilfsmaßnahmen, rechtlichen Vereinfachungen und Überprüfungsmaßnahmen sowie weiteren politischen Maßnahmen vervollständigen.

Der sogenannte Jobs Act wurde vor einigen Monaten im Gesetzesdekret 23/2015 vom 04.03.2015 beschlossen und enthält einige bedeutende arbeitsrechtliche Neuerungen. Insbesondere regelt das Gesetz, welches auf Unternehmen mit mehr als 15 Angestellten anzuwenden ist, die rechtliche Wirksamkeit und die Voraussetzungen von Kündigungen von Arbeitsverhältnissen durch den Arbeitgeber. So sieht es vor, dass ein Arbeitnehmer im Falle der Kündigung des Arbeitsverhältnisses durch den Arbeitgeber eine Entschädigungszahlung erhält, die sich nach der Dauer der Betriebszugehörigkeit bemisst. Im Falle einer Kündigung ohne rechtfertigenden Grund ist eine Entschädigungszahlung in Höhe von zwei Monatsgehältern für jedes Dienstjahr vorgesehen, wobei die Mindesthöhe der Entschädigung bei vier Monatsgehältern und die max. Höhe der Entschädigung bei 24 Monatsgehältern liegen. Demgegenüber ist die Wiedereinstellung des Arbeitnehmers nur im Falle einer nichtigen Kündigung - etwa im Falle einer diskriminierenden Kündigungserklärung - vorgesehen. In diesen Fällen verurteilt der Arbeitsrichter den Arbeitgeber zusätzlich zur Wiedereinstellung auch zur Zahlung einer Entschädigung, deren Höhe auf Grundlage der zuletzt gezahlten Vergütung bemessen wird und nicht weniger als fünf Monatsgehälter beträgt.

Bedeutend ist auch die Einführung der sogenannten „Offerta di Conciliazione“. Hierunter versteht man die Möglichkeit, dass der Arbeitgeber im Falle einer nicht gerechtfertigten Kündigung eine einvernehmliche Lösung mit dem Arbeitnehmer herbeiführt, welche beinhaltet, dass der Arbeitgeber dem gekündigten Arbeitnehmer eine bestimmte Geldzahlung im Ausgleich dafür anbietet, dass dieser auf die gerichtliche Anfechtung der Kündigung verzichtet.

Die Realisierung der Arbeitsrechtsreform ist nun vollständig abgeschlossen. Die praktische Umsetzung wird zeigen, ob und in welchem Umfange möglicherweise weitere Schritte erforderlich sind, um ineffiziente Regelungen zu korrigieren.

dmp Newsletter 10/2015

Veranstaltungen

11 Mai
2017

Wirtschaftstag Italien - Ihr erfolgreicher Einstieg in das Italien-Geschäft

Referent
Karl-Heinz Lauser, Dr. Stefanie Lebek

Ort
Ulm

Programm und Anmeldung
05 Mai
2017

9. Deutsch-Italienisches Anwaltsseminar

Referent
Karl-Heinz Lauser

Ort
Castello di Vezio - Lago di Como (Italien)

Veranstaltungszeitraum
05.05.2017 bis 06.05.2017

Programm und Anmeldung
03 Mai
2017

Vernissage: Recht trifft Kunst

Ort
Düsseldorf

Programm und Anmeldung

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