19 Jun
2017

Italien: Steuerpflicht einer gelöschten Gesellschaft (Beitrag in italienischer Sprache)

Con la sentenza N. 9094 del 07.04.2017 la Cassazione ha chiarito alcuni aspetti fondamentali del ruolo delle società nel contenzioso tributario.

Nel caso di specie, una Srl estinta veniva sottoposta ad accertamento induttivo ai fini IVA, IRAP e delle imposte dirette non avendo presentato la dichiarazione dei redditi per due anni consecutivi. Seguivano degli avvisi di accertamento che venivano impugnati dalla Srl. La Commissione tributaria accoglieva il ricorso della Srl e la Commissione Regionale respingeva l’appello proposto dall'Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate proponeva quindi ricorso in Cassazione.

La Suprema Corte prima di decidere nel merito si è pronunciata su un’importante questione preliminare, la legittimazione passiva dei soci. I soci della Srl affermavano di non essere i veri legittimati passivi in quanto nessuna somma era stata loro ripartita per mancanza di attivo nel bilancio finale di liquidazione. A tal proposito, la Corte, discostandosi da un suo orientamento precedente, ha stabilito che l’estinzione della società non fa venir meno la legittimazione passiva dei soci in giudizio. Sebbene la pretesa del fisco resti vincolata a quanto percepito nel riparto attivo di liquidazione, i soci sono coloro che sono destinati a succedere in tutti i rapporti debitori facenti capo alla società estinta che non sono stati definiti all'esito della liquidazione. È indifferente che i soci abbiano goduto o meno di qualche riparto in base al bilancio di liquidazione. A parere della Corte, il fisco potrebbe sempre avere interesse a vedersi riconoscere un credito nei confronti dei soci quando siano state presentate somme per ragioni sopravvenute non risultanti dal bilancio.

Successivamente la Corte, pur riconoscendo la legittimazione passiva dei soci, ha dichiarato inammissibile il secondo motivo di ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate in quanto la sanzione non può mai essere trasmessa alla società estinta. La sanzione amministrativa comminata alla società estinta è riferibile esclusivamente alla persona giuridica.

Nella sentenza in commento la Corte ha affrontato anche il problema della produzione delle scritture contabili. L’Agenzia delle Entrate lamentava il fatto che il giudice d’appello avesse reputato utilizzabile la copiosa documentazione contabile prodotta dalla contribuente per la prima volta in sede contenziosa. A parere della Corte è sempre l’amministrazione pubblica a dover provare che il contribuente abbia rifiutato di esibire la documentazione richiestagli. E’ stato pertanto respinto anche questo motivo di ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate.

Avv. Mario Rugiano

dmp.milano@derra.it

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