Benvenuti sul sito dello studio legale Derra, Meyer & Partner!

Molti aspetti della nostra vita quotidiana si intersecano con il diritto, sia in ambito privato che commerciale. Oggi, come mai, ci muoviamo in una dimensione nella quale sono presenti complessi aspetti giuridici a cui si interfacciano corrispondenti rischi.

Derra, Meyer & Partner Rechtsanwaelte PartGmbB è un’ associazione professionale costituita da un gruppo di avvocati specializzati, da commercialisti e consulenti per il risanamento delle imprese, un team in grado di seguire, passo per passo, i vostri progetti, con una consulenza mirata alle vostre specifiche esigenze. Grazie ad una consolidata esperienza possiamo assistervi pressoché in ogni settore del diritto con una particolare specializzazione nel campo del diritto internazionale.

Attualmente, Derra, Meyer & Partner è costituito da undici studi legali ed offre un servizio integrato e completo il cui punto forte è la sinergia fra i diversi professionisti. A partire dalla costituzione avvenuta nell’anno 1980 da parte del socio fondatore, Hans-Jörg Derra, il nostro network si è diffuso in tutta la Germania, in Italia e Polonia. Grazie ai numerosi contatti consolidati nel tempo e alla nostra partecipazione ad associazioni internazionali di avvocati, quali DIRO, possiamo svolgere la nostra attività professionale non solo in Europa, ma anche in Russia, Danimarca e nei Paesi Baltici.

La filosofia del nostro studio si contraddistingue per l’ impegno a cogliere ogni opportunità per la realizzazione dei risultati che i nostri clienti si prefiggono, limitando ogni possibile rischio.
Oltre 40 professionisti con diverse specializzazioni sono a disposizione per aiutare i clienti indirizzandoli e consigliandoli alla luce della normativa vigente, modulando le soluzioni in base alle diverse peculiarità di ogni cliente e sfruttandone al massimo le potenzialità.

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Da più di 30 anni un continuo impegno per i nostri clienti – in tutta l’Europa

Un forte rapporto di fiducia fra cliente e professionisti – questo è uno degli elementi chiave della nostra attività. Ci impegniamo ad essere degli interlocutori affidabili sia per le quesioni giuridiche nazionali, sia per quelle sovranazionali e ciò nell’ambito commerciale e privato.
Il nostro impegno è rivolto alle aziende, ai privati, ma anche alle istituzioni ed associazioni. Grazie a 30 anni d’esperienza riusciamo a focalizzare le nostre competenze laddove sono necessarie - presso un totale di otto studi legali in Germania, così come nelle nostre sedi in Italia e in Polonia. Anche se il Vostro caso tocca o riguarda degli aspetti di diritto straniero nei paesi dove non siamo presenti con delle proprie sedi, Derra, Meyer & Partner Vi può ugualmente assistere. E ciò grazie alla nostra partecipazione nel network di studi legali europei DIRO di cui Derra, Meyer & Partner è socio.

Attenzione a tutti gli aspetti giuridici – la prassi da dmp

Grazie al know-how presente nei nostri uffici, sappiamo che durante le discussioni giuridiche possono emergere diverse opinioni. La base di queste discussioni è la profonda conoscenza giuridica, attestata dalle specializzazioni ottenute da molti dei nostri collaboratori. A seconda dei casi, Vi assistiamo in tutti gli aspetti giuridici, fornendoVi consulenza e rappresentandoVi in giudizio o nel contesto di procedimenti arbitrali e procedimenti di mediazione specifici.

La varietà del nostro network si caratterizza per le sue competenza culturali e settoriali.
In tempi caratterizzati dalla sempre più veloce globalizzazione e digitalizzazione, riteniamo che il nostro ruolo sia quello dell’intermediario sia in ambito economico, che nella vita privata.

I settori della nostra attività che assumono particolare rilievo sono:

  • Transazioni transfrontaliere e questioni che si focalizzano sui rapporti giuridici tra la Germania, l’Italia, la Russia e la Polonia
  • Diritto fallimentare e consulenza giuridica in tema d’insolvenza
  • Diritto del lavoro
  • Diritto commerciale e diritto societario
  • Distribuzione commerciale
  • Protezione dei dati personali e informatica giuridica
  • Diritto penale dell’economia e tributario

In linea con l’approccio teso a garantire un servizio completa al cliente, collaborano con Derra, Meyer & Partner dei commercialisti che vengono coinvolti ogni volta che emergono problemi di natura tributario o di economia e commercio. Se necessario, ci avvaliamo anche di commercialisti e revisori contabili esterni.

30 Mär
2020

Che cosa comporta l´emergenza coronavirus per propietari (locatori) ed affittuari (locatari)?

A causa dell´emergenza coronavirus, molte persone saranno soggette ad una riduzione dell´orario di lavoro o addirittura licenziate e ...

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1. È possibile ridurre unilateralmente i pagamenti del canone di affitto di una casa se sono soggetto ad una riduzione del mio orario di lavoro o se ho perso il posto di lavoro?

A causa dell´emergenza coronavirus, molte persone saranno soggette ad una riduzione dell´orario di lavoro o addirittura licenziate e, con il subbentrare della conseguente riduzione del proprio reddito, si troveranno a dover affrontare difficoltà di tipo economico e non saranno piú nemmeno in grado di pagare un affitto di una casa. Per tali situazioni la legge non prevede alcun diritto del conduttore (dell´inquilino) a ridurre unilateralmente i propri costi per l´affitto di una casa. Il mancato pagamento unilaterale dell'affitto darebbe, in caso di dubbio, al locatore il diritto di disdire  il contratto e comporterebbe per il conduttore (l´inquilino) la perdita del diritto di uso dell´immobile.
Come regola generale, si raccomanda agli inquilini interessati di informare il locatore il più tempestivamente possibile in merito all'imminente perdita di reddito e alle relative difficoltà di pagamento dell'affitto. In questo modo, è, inizialmente, possibile trovare una soluzione consona al singolo contratto e che sia praticabile per entrambe le parti.
Gli inquilini interessati dovrebbero inoltre informarsi sul sussistere di un loro potenziale diritto al sussidio sulla casa (in tedesco Wohngeld).
Per attutire le conseguenze dell´emergenza coronavirus, l'Associazione tedesca degli inquilini richiede (Mieterbund) un sostegno statale per gli inquilini in difficoltà. L'Associazione tedesca degli inquilini ha chiesto, tra l'altro, di escludere le disdette per il periodo dell´emergenza e di consentire un rinvio dell'affitto.
Secondo diverse fonti, il governo federale é giá al lavoro per trovare una soluzione al problema. Non é ancora chiaro se il governo voglia statuire una sospensione delle norme in vigore relative alla rescissione dei contratti di locuzione o un aiuto statale per gli inquilini in difficoltá.. Nel settore immobiliare sembrano già esistere proposte concrete di soluzioni di salvataggio finanziario sotto forma di un fondo di soccorso a livello nazionale.
Restano da vedere ulteriori sviluppi.

2. Canoni di locazione di immobili ad uso commerciale

Anche le imprese sono colpite dall´emergenza coronavirus. A causa del calo della clientela, della cancellazione di eventi, e delle imposte chiusure di attivitá commerciali, si verifica un crollo generale o una perdita completa dei fatturati, mentre i pagamenti in corso, quali affitto, costi operativi, polizze assicurative, rimangono in vigore e devono essere effettuati nonostante la perdita di fatturato.
Si tratta di capire se sia possibile richiedere un adeguamento dell'affitto a causa della situazione di emergenza che si è venuta a creare.
Anche in tempi di crisi, il principio generale "pacta sunt servanda" rimane invariato - i contratti devono essere rispettati. Le parti del contratto restano pertanto obbligate ad adempiere ai loro obblighi contrattuali, indipendentemente dall´emergenza coronavirus. Il locatore è quindi ancora obbligato a concedere l'uso dell'immobile in locazione ed il locatario a pagare l'affitto concordato.
In linea di principio, non vi è alcun diritto ad una riduzione del canone di locazione a causa di restrizioni d'uso imposte da parte dello Stato (restrizioni degli orari di apertura, restrizioni del numero di visitatori, ecc.) Il locatore è obbligato per contratto solo a mettere a disposizione i locali affittati per l'uso in conformità con il contratto. Egli adempie a questo obbligo nonostante le restrizioni statali esistenti, poiché i locali commerciali possono essere generalmente utilizzati per lo scopo previsto.
Rimane da chiarire se sia possibile applicare criteri diversi laddove lo Stato vieti l'esercizio di attività commerciali. Il conduttore potrebbe eventualmente sostenere che il locatore non può assolutamente affittare il negozio in quanto l´uso per attivitá commerciale non é piú permessa. Nella storia della giurisprudenza tedesca é stata emanata solamente una sentenza della Corte Suprema  ralativa  a questa tematica, la sentenza é del 1915 e vieta il funzionamento di una sala da ballo. Lo stesso quesito si porrà per quanto riguarda le prenotazioni alberghiere, nel caso in cui agli hotel fosse vietato operare.
Il principio secondo quale é possibile alle parti del contratto rescindere il contratto laddove venisse a mancare la base dello stesso non puó essere applicato in tali situazioni, a meno che il contratto non lo preveda, cosa che nella maggior parte dei casi non si verifica. Di norma, il conduttore é tenuto ad assumersi il rischio aziendale. Il locatore partecipa ai rischi aziendali del conduttore solo se viene concordato un affitto orientato al fatturato. Solo in quest'ultimo caso sarebbe possibile prendere in considerazione un adeguamento dei pagamenti anticipati da effettuare se in futuro si prevedono fatturati notevolmente inferiori.
Si raccomanda pertanto di contattare innanzitutto il locatore e cercare amichevolmente insieme a quest´ultimo una soluzione che possa essere soddisfacente a entrambe le parti.
In ogni caso anche la politica sta impiegando tutti i suoi sforzi per cercare di trovare una soluzione per garantire la sopravvivenza economica delle imprese, istituendo programmi di sostegno, rinviando il pagamento delle imposte, favorendo un aumento della liquidità a breve termine, ecc.
Si prega di notare che le osservazioni cui sopra riportate sono di tipo generale e che la situazione è in costante evoluzione. La situazione è poco chiara e nuova a molti settori, per cui restano da vedere ulteriori sviluppi. Allo stesso modo, queste osservazioni non sostituiscono in alcun modo la consulenza legale applicabile ad ogni singolo caso. I professionisti dello studio dmp restano a vostra disposizione per fornire lucidazioni ed assicurare la propria assistenza in ogni singolo caso.

Data: 03/2020

24 Mär
2020

L´emergenza coronavirus- 11 domande e risposte in materia di diritto del lavoro

In caso di malattia, il dipendente ha -ovviamente- diritto a percepire lo stipendio, ai sensi del § 3 comma 1 ...

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1. Il diritto allo stipendio del lavoratore affetto da coronavirus (COVID-19)

In caso di malattia, il dipendente ha -ovviamente- diritto a percepire lo stipendio, ai sensi del § 3 comma 1, frase  1 della legge sulla continuazione della retribuzione (EntgeldfortzahlungsG) o, in via sussidiaria, a una richiesta di risarcimento ai sensi del § 56 comma 1 periodo 1 della legge sulla prevenzione contro le infezioni (InfektionsschutzG). Potrebbe essere diverso invece il caso in cui il dipendente ha contratto la malattia in maniera colposa, il che peró generalmente non avviene. Un´esposizione colposa al contagio sarebbe da costatarsi laddove il dipendente si fosse recato consapevolmente in un'area ad alto rischio e si fosse quindi esposto  ad un rischio di contagio notevolmente maggiore.

2. Il diritto allo stipendio in caso di quarantena imposta dalle autoritá

Se il dipendente é impedito a svolgere il proprio lavoro solo per un "periodo di tempo relativamente insignificante" ai sensi del § 616 frase 1 del codice civile tedesco (BGB), non perde il proprio diritto allo stipendio. Si é soliti individuare in un periodo di questo tipo un tempo massimo di  cinque giorni. Si presume quindi che l´imposizione di quarantena di 14 giorni, ormai divenuta regola generale, superi abbondantemente il cosidetto "periodo di tempo relativamente insignificante". Anche sulla base delle disposizioni di cui al § 56 comma 1, 5 della legge sulla prevenzione contro le infezioni (IfSG) si deve presumere che una quarantena di diverse settimane non rappresenti un caso di impossibilitá temporanea ai sensi del § 616 del codice civile tedesco (BGB). Ciò è dovuto al fatto che l'art. 56, comma 1 della legge sulla prevenzione contro le infezioni (IfSG) concede anche ai "casi di malattia sospetta" una richiesta di risarcimento a causa della perdita di retribuzione. Ai sensi dell'art. 56 della legge sulla prevenzione contro le infezioni (IfSG), il datore di lavoro deve quindi, durante il rapporto di lavoro e per un tempo massimo di sei settimane, versare al dipendente al quale é stata ordinata la quarantena un'indennità pari all'importo della perdita di guadagno. Gli importi versati vengono, su richiesta, rimborsati al datore di lavoro dall'autorità competente.

3. Il diritto allo stipendio  in caso di quarantena in assenza di un´ordine delle autoritá

Se un dipendente si mette in quarantena volontariamente o su richiesta del datore di lavoro, indipendentemente da un ordine delle autoritá, é opportuno differenziare come segue:


La quarantena su richiesta del datore di lavoro:
Se il datore di lavoro impone al dipendente di rimanere a casa perché teme che il dipendente possa essere stato contagiato di coronavirus, senza che peró lo stesso sia risultato positivo al test, o sia addirittura sintomatico, il dipendente dovrebbe avere diritto al pagamento dello stipendio. Il diritto del dipendente allo stipendio deriva dalla circostanza che il datore di lavoro si trova praticamente in ritardo nell´accettare la prestazione lavorativa offerta da parte del dipendente stesso. (Vedi § 615, comma 1 del codice civile tedesco- BGB). Laddove il dipendente dovesse invece manifestare i sintomi della malattia, lo deve rendere noto al datore di lavoro.  Tale notifica puó, a partire dal 12.03.2020, avvenire anche telefonicamente. Il certificato di malattia dovrá essere peró poi spedito al datore di lavoro tramite gli uffici postali.


La quarantena volontaria su iniziativa del dipendente:
Se il dipendente si mette volontariamente e autonomamente in quarantena, senza essere prima risultato positivo al test, è possibile che, in conformitá al § 616, frase 1 del codice civile tedesco (BGB), gli spetti un indennitá per incapacitá al lavoro di breve durata.  Anche in questo caso vale quanto sopra riportato. In definitiva, questo dipenderà dagli accordi sanciti tra il datore di lavoro e il dipendente. Se il dipendente non si presenta al lavoro in accordo con il datore di lavoro, si può ipotizzare, in ultima analisi, un caso di congedo retribuito. È inoltre possibile concordare ulteriori disposizioni per ridurre i crediti delle ore di lavoro o le ferie residue. L'assenza volontaria basata su un sospetto non confermato può quindi, nella migliore delle ipotesi, giustificare un´incapacitá al lavoro di breve durata ai sensi del § 616 frase 1 del codice civile tedesco (BGB).

4. Lo smart working (il lavoro da remoto)

La possibilitá di sostituzione della classica modalitá di lavoro con lo smart working (e nello specifico: con il lavoro da remoto) deve essere espressamente concordata tra il datore di lavoro e il dipendente o, se necessario, tramite le strutture sindacali. Se nel contratto di lavoro non vi é prevista una clausula corrispondente, la modalitá di smart working (del lavoro da remoto) deve essere concordata tra il dipendente e il datore di lavoro. Il datore di lavoro non ha diritto alcuno nel decidere unilateralmente di applicare lo smart working (il lavoro da remoto).

5. L´obbligo di lavoro in mancanza della possibilitá di accudimento dei figli, per esempio nei casi di mancanza dei servizi all´infanzia e all´istruzione

Se gli asili e le scuole vengono chiusi a causa di misure di protezione ufficiali e il dipendente non riesce a trovare una possibilitá di accudimento per il proprio figlio, questo è fondamentalmente un rischio a carico del dipendente. In linea di principio, il dipendente rimane obbligato a svolgere il proprio lavoro. In caso di un´incapacitá al lavoro di breve termine, i fatti sopra descritti potrebbero applicarsi ai sensi del § 616 comma 1 codice civile tedesco (BGB), a condizione che venga trovata tempestivamente una soluzione e che l´impedimento alla prestazione di lavoro sia di fatto solo temporaneo. Il datore di lavoro deve esserne informato. Altrimenti insorgerebbe una condizione di assenza ingiustificata dal posto di lavoro, che a sua volta, potrebbe generare un richiamo da parte del datore di lavoro e sfociare poi in un licenziamento senza preavviso.

6. Chiusura dell´attivitá da parte delle autoritá

In caso di chiusura di uno stabilimento, i dipendenti per i quali non viene emesso un ordine di quarantena e che non si ammalano hanno diritto al pagamento della retribuzione ai sensi del § 615 del codice civile tedesco (BGB). Il rischio d´impresa è (infatti) a carico del datore di lavoro.

7. Concessione di un congedo non retribuito da parte del datore di lavoro?

Sempre più spesso ci si chiede se il datore di lavoro può concedere al dipendente un congedo non retribuito. Tuttavia, ciò non è assolutamente possibile in modo unilaterale, ma solo attraverso un adeguato accordo con il dipendente. Di conseguenza, il datore di lavoro non deve pagare né lo stipendio né i contributi previdenziali; il congedo provoca una sospensione del rapporto di lavoro.
Tuttavia, è necessario operare con una certa cautela, poiché il congedo non retribuito puó avere una durata massima di un mese, altrimenti il dipendente perde la copertura previdenziale; deve quindi assicurarsi con i propri mezzi e a proprie spese. Si segnala inoltre che il dipendente non riceve alcun beneficio per la prestazione sostitutiva del reddito durante il congedo non retribuito e che, in determinate circostanze, il diritto alle ferie può essere pienamente mantenuto.

8. L´ indennità per la riduzione dell´orario di lavoro

I requisiti di ammissibilità per questo tipo di agevolazione vengono attenuati retroattivamente al 01.03.2020 come segue:

  • riduzione della percentuale di dipendenti soggetti a riduzione dell´attivitá lavorativa da 1/3 al 10 %, il che comporta che sia sufficiente una riduzione temporanea delle ore lavorative per il 10% della forza lavoro
  • nelle aziende in cui vengono utilizzati accordi sulle fluttuazioni dell'orario di lavoro, si evita l'accumulo di saldi negativi dell'orario di lavoro, cioè non è necessario accumulare prima le ore negative
  • introduzione di agevolazioni causa riduzione degli orari di lavoro anche per i dipendenti temporanei
  • Rimborso dei contributi sociali da parte dell'Agenzia federale del lavoro

L´indennitá viene calcolata sulla base della perdita netta di retribuzione. I dipendenti a orario ridotto ricevono generalmente il 60% della retribuzione forfettaria netta perduta. Se nella famiglia vive almeno un figlio, il compenso per l´orario ridotto ammonta al 67% della retribuzione forfettaria netta perduta. Il diritto si protrae per un tempo massimo di 12 mesi. È importante che il contratto di lavoro preveda la possibilitá della riduzione dell´orario lavorativo o che venga raggiunto un accordo corrispondente tra il datore di lavoro e il dipendente o tra il datore di lavoro e i sindacati. Il provvedimento deve essere comunicato in anticipo all'Agenzia federale del lavoro. In seguito a tale comunicazione é possibile richiedere la compensazione delle ore ridotte.

9. Quali sono gli obblighi del datore di lavoro nei confronti dei dipendenti?

Il datore di lavoro ha un dovere di sollecitudine nei confronti dei suoi dipendenti. Ciò include anche il rispetto di alcune norme igieniche e l'adozione di misure per prevenire la diffusione di malattie. Molte strutture sanitarie dispongono infatti per esempio di disinfettanti e di opuscoli e/o poster contenenti raccomandazioni per l'igiene. In casi particolari (luoghi di lavoro nelle strutture sanitarie, nei servizi ai trasporti, nella logistica, nelle vendite) può addirittura vigere l'obbligo di adottare misure di protezione speciali e, ad esempio, di fornire maschere di respirazione.

10. Il datore di lavoro può ordinare straordinari a causa dell'assenza dei dipendenti?

In genere si. Il datore di lavoro può, ad esempio, imporre ai dipendenti sani di fare degli straordinari se un ordine rischia di fallire per mancanza di personale in malattia o se l'azienda fornisce beni di prima necessitá. In una tale "emergenza imprevedibile", i dipendenti sono obbligati a fare gli straordinari per via del loro generale obbligo di lealtà al datore di lavoro. Tuttavia, devono essere sempre rispettate le restrizioni legali relative alla durata degli straordinari.

11. Licenziamento in caso di emergenza?

Le difficoltà economiche temporanee non generano certo un diritto del datore di lavoro a licenziare i dipendenti senza preavviso.  È ammesso piuttosto il licenziamento con preavviso. Inoltre, devono essere osservate le ulteriori disposizioni legislative sulla tutela del lavoratore contro il licenziamento, nella misura in cui sono applicabili al singolo caso. Importante: se il datore di lavoro intende licenziare più persone, deve verificare se é necessario notificare il licenziamento di massa ai sensi del § 17 della legge sul licenziamento a tutela dei lavoratori  (KSchG), ad es. in aziende con un minimo di venti e un massimo di sessanta dipendenti, laddove si intenda licenziare piú di cinque dipendenti. La notifica deve essere effettuata prima dell'emissione degli avvisi di licenziamento. Le comunicazioni di licenziamento effettuate senza tale notifica non sono infatti valide.


Si prega di notare che le nostre linee guida generali prendono in esame lo stato attuale della situazione, la quale é nuova a molti settori e soggetta quindi a continue mutazioni. Inoltre le nostre linee generali non sono adatte a sostituire le informazioni fornite durante una singola consulenza. Il testo fa riferimento allo stato dei fatti in data 24.03.2020. Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito www.derra.eu. I professionisti dello studio dmp rimangono costantemente a vostra disposizione per fornire lucidazioni ed assicurare la propria  assistenza in ogni singolo caso.

Data: 24.03.2020

24 Mär
2020

Le imprese nell´emergenza coronavirus- una sintesi sugli aspetti più importanti

La diffusione del coronavirus sta mettendo a dura prova il nostro paese, le nostre interazioni sociali e la produttività economica di un gran numero di aziende.

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La diffusione del coronavirus sta mettendo a dura prova il nostro paese, le nostre interazioni sociali e la produttività economica di un gran numero di aziende.
Qui di seguito desideriamo affrontare brevemente alcune delle questioni attuali che le aziende si trovano ad affrontare in suddetta situazione. Si prega di notare che le informazioni di seguito riportate riflettono prettamente la situazione attuale e possono essere soggette a variazioni nel corso della crisi. Una consulenza individuale viene, inoltre, ritenuta inevitabile in molti casi.

1. Agevolazioni del ministero del lavoro causa riduzione delle ore di lavoro (Kurzarbeitergeld)

(Il Kurzarbeitergeld é una forma di agevolazione simile alla cassa integrazione indotta dalla riduzione dell´orario di lavoro dei dipendenti, secondo la quale il datore di lavoro paga un´ indennità ai dipendenti, ricevendo successivamente un uguale compenso da parte dell´ Agenzia federale del lavoro).
I requisiti di ammissibilità per questo tipo di agevolazione vengono attenuati retroattivamente al 01.03.2020 come segue:

  • riduzione della percentuale di dipendenti soggetti a riduzione dell´attivitá lavorativa da 1/3 al 10 %, il che comporta che  sia sufficiente una riduzione temporanea delle ore lavorative per il 10%della forza lavoro
  • nelle aziende in cui vengono utilizzati accordi sulle fluttuazioni dell'orario di lavoro, si evita l'accumulo di saldi negativi dell'orario di lavoro, cioè non è necessario accumulare prima le ore negative
  • introduzione di agevolazioni causa riduzione degli orari di lavoro anche per i dipendenti temporanei
  • rimborso dei contributi sociali da parte dell'Agenzia federale del lavoro

L´indennitá viene calcolata sulla base della perdita netta di retribuzione. I dipendenti a orario ridotto ricevono generalmente il 60% della retribuzione forfettaria netta perduta. Se nella famiglia vive almeno un figlio, il compenso per l´orario ridotto ammonta al 67% della retribuzione forfettaria netta perduta. Il diritto si protrae per un tempo massimo di 12 mesi. È importante che il contratto di lavoro preveda la possibilitá della riduzione dell´orario lavorativo o che venga raggiunto un accordo corrispondente tra il datore di lavoro e il dipendente o tra il datore di lavoro e i sindacati. Il provvedimento deve essere comunicato in anticipo all'Agenzia federale del lavoro. In seguito a tale comunicazione è possibile richiedere la compensazione delle ore ridotte.

2. Sostegno alla liquiditá fiscale

Al fine di migliorare la liquidità delle imprese, vengono modificate le possibilitá di differimento dei pagamenti delle imposte, di riduzione dei pagamenti anticipati e nell'ambito dell'esecuzione forzata.
Nel dettaglio:
La concessione di rinvii sarà resa più semplice. L´ autoritá fiscale può rinviare le imposte se la riscossione delle stesse dovesse rappresentare un notevole disagio. L´amministrazione fiscale è tenuta a non imporre requisiti rigorosi in materia. Ciò sosterrà la liquidità dei contribuenti posticipando la data di pagamento delle imposte.
I pagamenti anticipati possono essere regolati più facilmente. Non appena sarà chiaro che il reddito dei contribuenti sarà probabilmente inferiore nell'anno in corso, i pagamenti anticipati delle imposte saranno ridotti in modo rapido e semplice. Ciò migliorerà la situazione di liquidità.
Le misure esecutive (p.es. pignoramenti di conti) o gli interessi di mora sono esentati fino al 31.12.2020, a condizione che il debitore di interessi di mora sia direttamente colpito dagli effetti del coronavirus.
Se si desidera usufruire di tali agevolazioni, è possibile contattare direttamente o tramite uno dei nostri consulenti l'ufficio delle imposte competente.

3. Uno scudo protettivo per le imprese e per le aziende

Il governo sta ampliando i programmi esistenti per il sostegno alla liquidità.  Sono previsti anche altri programmi speciali.  Tuttavia, questi devono essere presentati alla Commissione UE per l'approvazione.
Nello specifico, saranno ampliati i seguenti programmi di assistenza in materia di liquidità:
Le condizioni per il KfW Entrepreneur Loan (per le imprese esistenti) e ERP-Gründerkredit-Universal (per le giovani imprese sotto i 5 anni) verranno allentate aumentando l'assunzione di rischio (indennità di responsabilità civile) per i prestiti di capitale circolante e mettendo a disposizione gli strumenti alle grandi imprese con un fatturato fino a 2 miliardi di euro.  Ipotesi di rischio più elevate, fino all'80% per prestiti di capitale circolante fino a 200 milioni di euro, stimoleranno la disponibilità delle banche immobiliari a concedere prestiti.
Per il programma per le grandi imprese, il precedente limite di fatturato di 2 miliardi di euro sarà portato a 5 miliardi di euro.  Questo "prestito KFW per la crescita" sarà convertito e reso disponibile in futuro per progetti attraverso un prestito sindacato senza essere limitato ad un'area specifica.  L'assunzione di rischio verrá aumentata fino al 70%.  Ciò faciliterà l'accesso delle società più grandi ai prestiti sindacati.
I prestiti vengono attuati tramite il KfW.
Le aziende che desiderano usufruire dell'assistenza finanziaria caratteristica dei programmi sopra citati devono contattare la loro banca principale o i loro partner finanziari che si occupano della trasmissione di prestiti KfW. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web della KfW all'indirizzo www.kfw.de.

  • Nel caso delle banche di garanzia l'importo massimo della garanzia è raddoppiato a 2,5 milioni di euro. Il governo federale aumenterà del 10% la sua quota di rischio con le banche di garanzia. Al fine di accelerare l'approvvigionamento di liquidità, il Governo Federale sta dando alle banche di garanzia la possibilità di decidere riguardo a garanzia fino ad un importo di € 250.000,00 in maniera indipedente ed entro 3 giorni.
  • Il grande programma di garanzia, che finora è stato limitato alle imprese delle regioni strutturalmente deboli, sarà aperto alle imprese al di fuori di queste regioni. In questo caso il governo federale permette di coprire il finanziamento del capitale circolante e gli investimenti con un requisito di garanzia di 50 milioni di euro e con un rapporto di garanzia fino all'80 %.


Le garanzie vengono attuate tramite le banche di garanzia. Ulteriori informazioni sono disponibili sul portale di finanziamento delle banche di garanzia all'indirizzo www.ermoeglicher.de.
Inoltre, L-Bank ha anche lanciato un programma di "prestito di liquidità". Le aziende con un massimo di 500 dipendenti possono richiedere prestiti tra i 10.000 e i 5 milioni di euro.

4. Indennizzo ai sensi della legge sulla protezione dalle infezioni (IfSchG)

Se effettivamente un dipendente si ammala di coronavirus, se sussiste un sospetto concreto di infezione o se è stata ordinata la quarantena, il datore di lavoro può avere diritto al rimborso delle somme versate ai rispettivi dipendenti nell'ambito del pagamento del salario da parte dell'autorità competente ai sensi del § 3 comma 1 frase 1 della legge sulla continuazione della retribuzione o, in via sussidiaria, ai sensi del § 56 della legge sulla protezione contro le infezioni (IfSG). Tuttavia, ciò puó avvenire solo se l'autorità sanitaria competente ha disposto un divieto di lavoro ai sensi del § 31 della legge sulla protezione contro le infezioni (IfSG). Per avvalersi di tale diritto all´indennizzo deve essere rispettato il termine di 3 mesi previsto dal § 56 comma 11 della legge sulla protezione contro le infezioni (IfSchG).

5. Obbligo di presentare istanza di  insolvenza

Ai sensi del § 15a della legge sull'insolvenza, i membri dell'organo di rappresentanza di una persona giuridica, ossia, nel caso di una GmbH (l´S.R.L. tedesca), l'amministratore o gli amministratori delegati, sono tenuti a presentare l´istanza di fallimento entro 3 settimane dal verificarsi dell'insolvenza o del sovraindebitamento. Attualmente si discute sulla possibilità di estendere temporaneamente questo periodo a 6 settimane, nonostante la legge inerente non sia ancora stata modificata. Al momento, quindi, il periodo di 3 settimane continua ad essere valido. È importante far notare che gli amministratori delegati possono essere perseguibili per il ritardo nella presentazione dell´istanza e che in questo caso l´organo di rappresentanza può essere esposto a sostanziali richieste di risarcimento danni.

6. Viaggi aerei

In primis andrebbe sempre verificato se la compagnia aerea o l´agenzia di viaggio prevedono un equo adeguamento del contratto o delle direttive di per recedere dal contratto.
In caso ciò non venisse offerto, ai sensi del § 651h del codice civile tedesco (BGB) è possibile recedere dal contratto laddove sia stato acquistato un pacchetto turistico. In base a ciò, si recede dal contratto e il tour operator perde il diritto a ricevere il prezzo di acquisto concordato. Una richiesta di risarcimento da parte dell'operatore turistico ai sensi del § 651h Abs.1 Satz 3 non è possibile perché un'epidemia è una condizione eccezionale ai sensi del § 651h, comma 3.
Se il volo è stato acquistato direttamente dalla compagnia aerea, la quale lo ha dovuto cancellare a causa di misure di protezione governative, i passeggeri hanno, ai sensi dell´Art. 5 del regolamento sui diritti dei passeggeri aerei ( Fluggastrechte- VO), diritto al rimborso spese di volo o a un volo di ritorno verso il primo luogo di partenza da effettuarsi il prima possibile (Art. 8 del Regolamento sui diritti dei passeggeri aerei, Fluggastrechte- VO)  e a servizi di assistenza come pasti e sistemazione in albergo (Art. 9 del Regolamento sui diritti dei passeggeri aerei, Fluggastrechte- VO). Il risarcimento (Art. 7 del Regolamento sui diritti dei passeggeri aerei, Fluggastrechte- VO ) non viene corrisposto ai sensi dell'Art. 5, comma 3 del regolamento sui diritti dei passeggeri aerei in caso di circostanze eccezionali, inclusa una pandemia.

7. Cancellazioni hotel

Anche in questo caso andrebbero prima di tutto richiesti all´albergatore un equo adeguamento del contratto o la possibilità di un recesso dallo stesso.
Se l'ospite si ammala, l'hotel ha comunque diritto al pagamento della quota di soggiorno, escluse le spese risparmiate. Lo stesso vale in caso di disdetta a causa della cancellazione di grandi eventi, a meno che l'ospite non abbia prenotato un "pacchetto fiera" presso l'hotel, nel qual caso sarebbe ipotizzabile una disdetta gratuita a causa della perdita della base del contratto ai sensi del § 313 del codice civile tedesco (BGB). Anche un risarcimento forfettario da parte dell'hotel sarebbe ipotizzabile, un´ opzione che viene di prassi nominata nelle condizioni generali dell'hotel. Tuttavia, se la destinazione o l'hotel è in quarantena o non è più accessibile, è possibile effettuare una cancellazione gratuita per cause di forza maggiore. Si consiglia comunque di chiarire la situazione singolarmente, data l´impossibilità in tale campo di determinare una regola di comportamento generale applicabile ad ogni singola situazione.

Si prega di notare che le nostre linee guida generali non sono adatte a sostituire le informazioni fornite durante una singola consulenza. I professionisti dello studio dmp sono a vostra disposizione per fornire lucidazioni ed assicurare la propria assistenza in ogni singolo caso.

Data: 19.03.2020

23 Mär
2020

dmp Milano resta raggiungibile anche durante la crisi Covid 19

Con effetto dal 23.3.20 le autorità Lombarde hanno ordinato la chiusura anche degli studi professionali. Ciò almeno fino al 15.4.2020. Ma la nostra sede di Milano rimane tuttavia raggiungibile.

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Con effetto dal 23.3.20 le autorità Lombarde hanno ordinato la chiusura anche degli studi professionali. Ciò almeno fino al 15.4.2020.

La sede di Milano di dmp, tuttavia, si era preparato per tempo per questa situazione per poter essere gestita “virtualmente” se necessario. Queste attività preparatorie ora acconsentono che dmp Milano resterà raggiungibile sia telefonicamente che via e-mail e che l’assistenza legale  ed il supporto dei nostri clienti saranno garantiti anche in futuro.

Termini processuali sono allo stato (dal 9.3.2020 e per il momento fino al 15.4.2020) sospesi; udienze si tengono solo in casi di assoluta urgenza.

18 Nov
2019

Ordini dalla Germania: la contestazione delle merce difettosa va fatta rapidamente

In che modo gestire la contestazione della merce difettosa nei rapporti commerciali internazionali?

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Un argomento annoso nel commercio internazionale, anche nelle relazioni legali tra i due principali partner economici  - Germania e Italia -  è quello relativo ai vizi della merce. In che modo effettuare la contestazione della merce difettosa tempestivamente e correttamente?

Prima di tutto, è importante identificare la legge applicabile al rapporto contrattuale. La normativa internazionale  delle Nazioni Unite sulla vendita internazionale è applicabile o è stata validamente esclusa ?  In quest'ultimo caso, se non diversamente concordato, si applica la legge del paese in cui il venditore ha la propria sede abituale. Nel caso di consegne da parte della società tedesca all'acquirente italiano, per la contestazione delle merce difettosa si applica quindi  la legge tedesca.

Obblighi di verifica e contestazione della merce difettosa secondo la legge tedesca

Secondo la legge tedesca, la merce deve essere ispezionata immediatamente dopo la consegna e i vizi rilevati devono essere segnalati immediatamente al venditore. Ciò a differenza di quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla vendita, che è maggiormente flessibile per l'acquirente e secondo la quale l’acquirente  è tenuto ad ispezionare la merce in un lasso di tempo  breve, nella misura in cui  le circostanze lo consentono, e quindi a contestare  i vizi  al venditore entro un termine ragionevole.

I fornitori tedeschi spesso cercano di rendere ancora più difficile questo già severo dovere di contestazione della merce difettosa per l’acquirente con  pattuizioni aggiuntive contenute nei termini e nelle condizioni generali, ad es. imponendo che il  reclamo sia presentato per iscritto o addirittura consegnato a determinati destinatari. I termini e le condizioni generali del fornitore devono, pertanto, essere letti attentamente.

Contestazione della merce difettosa: la Presa di posizione della Corte Suprema Tedesca

Nonostante quanto detto sopra, non tutto è permesso. In particolare, l'acquirente non deve essere posto immotivatamente in una condizione di svantaggio. Una società tedesca particolarmente intraprendente aveva specificato nelle proprie condizioni e termini che i vizi, e quindi la contestazione della merce difettosa  avrebbe dovuto  essere effettuata alla "direzione".

Ma come identificare la “direzione”? E come avrebbe potuto essere contattata? Una clausola del genere dovrebbe essere considerata inefficace almeno secondo una decisione della Suprema Corte tedesca  del gennaio 2019. Perché con questa clausola, vi è il rischio concreto che la valutazione se la “direzione " - chi esattamente? -  sia stata raggiunta tempestivamente dalla contestazione  venga di fatto imposta all'acquirente.

Sempre attuale è la questione se i termini e le condizioni del venditore tedesco sono stati effettivamente inclusi nel contratto di acquisto.

Conclusione: in sostanza, le aziende italiane devono sapere che  in caso di contestazioni della merce difettosa per presenza di vizi,  secondo la legge tedesca, è necessario prendere provvedimenti immediati, altrimenti anche i prodotti che presentano vizi saranno  considerati accettati. E ciò può avere conseguenze negative importanti per l'acquirente.

(Corte suprema federale, ordinanza dell'8 gennaio 2019 - VIII ZR 18/18)

 

Rechtsanwältin Dr. Stefanie Lebek

dmp.milano@derra.it

Stand: 11/2019

01 Okt
2019

INCOTERMS 2020 - CAMBIAMENTI PIÙ IMPORTANTI

Scopri tutte le novità introdotto dai nuovi INCOTERMS 2020 e quali sono le principali differenze dagli Incoterms 2019 nel nostro approfondimento dedicato.

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Gli INCOTERMS 2020 nascono dalla crescita congiunta dei mercati mondiali e il conseguente aumento dello scambio internazionale di merci motivo per cui gli Incoterms hanno acquisito una notevole importanza pratica negli ultimi anni.

L’impiego degli Incoterms 2020 facilita la circolazione delle merci consentendo alle parti contraenti di regolamentare in modo completo e trasparente, concordando una sola clausola, tutte le questioni di maggior rilievo nell’ambito della fornitura merci, quali il luogo di consegna, la data del trasferimento del rischio, l’assunzione dei costi di trasporto e di assicurazione, la responsabilità per perdite e danni alla merce ecc..

L’applicazione degli Incoterms 2020 e precedenti è molto diffusa: basti considerare che il 90% di tutti i contratti di fornitura internazionali impiega gli Incoterms. Esistono in più di 30 lingue diverse. Non sorprende quindi che l'uscita dei nuovi Incoterms 2020 il 10 settembre 2019 fosse attesa con impazienza.

Più trasparenza e chiarezza negli Incoterms 2020

I nuovi regolamenti INCOTERMS 2020, che entreranno in vigore il 01.01.2020, contengono meno modifiche del previsto rispetto alla versione precedente, gli Incoterms 2010. In ogni caso, le speculazioni sull'omissione della clausola EXW utilizzata di frequente (consegna franco fabbrica) non si sono avverate.

Ad esempio, l'obiettivo principale della Camera di commercio internazionale (ICC) è stato quello di rendere le regole più trasparenti e più chiare in modo che gli imprenditori potessero utilizzare e comprendere le clausole in modo più semplice e chiaro.

Pertanto, per garantire la scelta appropriata della clausola, gli Incoterms 2020 includono nuove note applicative per ciascuna clausola.

Le innovazioni degli Incoterms 2020 in dettaglio

Nei nuovi INCOTERMS 2020 Sono presenti un totale di 11 clausole Incoterms; 7 clausole adatte al trasporto con diversi mezzi di trasporto e 4 clausole specifiche per il trasporto via nave. Anche la classificazione in 4 gruppi in base al tipo di elaborazione (clausola di rimozione, clausole di restituzione senza assunzione di costi, clausole del mittente con assunzione di costi e clausole di arrivo) è rimasta invariata.

Solo la clausola DAT (Delivered at Terminal) di Incoterms è stata sostituita dalla clausola DPU (Delivered at Place Unloaded), che chiarisce che in futuro qualsiasi luogo può essere concordato come destinazione e non deve necessariamente essere consegnato a un "terminale".

All'interno delle 11 clausole, l'ordine delle rispettive obbligazioni del venditore (A1-10) e dell'acquirente (B1-10) è stato modificato per garantire una migliore chiarezza e comparabilità delle singole clausole.

È stato preso in considerazione nella disciplina delle singole clausole, ad es. il fatto che gli imprenditori tendono sempre più ad organizzare i propri trasporti utilizzando i propri mezzi di trasporto.

È stata inoltre presa in considerazione la crescente necessità di regole chiare nel settore degli obblighi di sicurezza e il relativo rimborso dei costi dovuto all'aumento dei requisiti di sicurezza.

Incoterms 2020 - Conclusione

Qualsiasi società che opera in ambito internazionale dovrebbe conoscere le novità introdotte dagli INCOTERMS 2020, al fine di essere preparata per future negoziazioni contrattuali.

Particolare attenzione va posta nel verificare che poiché la versione precedente, Incoterms 2010, può essere utilizzata anche successivamente al 01.01.2020, sia adottata una descrizione accurata della versione applicabile o concordata affinchè non possano sorgere dubbi sulla versione Incoterms che si intende applicare.

Data: 10/2019

Eventi

Eventi
07 Apr
2020

Covid 19 in Germania - gli effetti per gli imprenditori italiani

Relatore: Stefanie Lebek, Karl-Heinz Lauser

Organizzatore: Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien)

Luogo: Webinar, 15:00

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