06 Okt
2015

Nuovi strumenti di gestione della crisi d’impresa

Il decreto legge n. 83 del 27 giugno 2015 è recentemente entrato in vigore intervenendo sulla materia fallimentare con nuovi strumenti per la gestione della crisi d’impresa. Le misure adottate, si legge in un comunicato stampa diffuso dal Governo, "muovono da un principio comune: un’azienda con problemi rischia di trascinare con sé altre imprese (fornitori di beni e servizi e intermediari finanziari) continuando a contrarre obbligazioni che non potrà soddisfare. Affrontare tempestivamente i casi di crisi aziendale consente di limitare le perdite del tessuto economico, o di risanare l’azienda.” In questa sede ci si vuole soffermare su alcune novità di grande interesse, soprattutto per quanto riguarda la tutela della posizione dei creditori nell’ambito delle procedure concorsuali.

A tale scopo, la riforma ha, in primo luogo, ridotto i termini e la durata della procedura fallimentare. Il nuovo art. 104 ter della Legge Fallimentare prevede che il curatore debba predisporre il programma di liquidazione da sottoporre ai creditori inderogabilmente entro 180 giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento. Inoltre il termine entro il quale viene completata la liquidazione dell’attivo non può superare i due anni dal deposito della sentenza di fallimento.

Il decreto legge è intervenuto, in senso favorevole ai creditori, anche sulla disciplina del concordato preventivo, dettando una nuova disciplina in tema di vendite competitive. In particolare, il Tribunale, quando il piano di concordato prevede un’offerta da parte di un singolo soggetto già individuato, può avviare, se lo ritiene opportuno, un procedura competitiva maggiormente idonea a soddisfare i creditori concorrenti. Inoltre, i creditori che rappresentano almeno il 10% dei crediti possono presentare una proposta di concordato preventivo alternativa a quella dell'imprenditore. Queste proposte concordatarie si pongono in concorrenza tra loro e prevale quella che viene votata a maggioranza.